Le Canzoni Preferite Di Giulia.

Salerno, domenica 10/11/2013.

Cara Giulia.

Zia Amalia, la nonna ed il nonno ti fanno questa piccola sorpresa, pubblicando alcune delle tue canzoni preferite, scelte tra i videotube che stamattina hai  linkato sul pc del nonno. Non ci sono tutte, ma se torni a trovarci presto ti pubblichiamo anche le altre. Importante: ---> passa parola anche ad Ale e a Giorgia.

Violetta – Moment Musical – show finale

Importante bis:---> Cara Giulia, potresti segnalare e condividere con le tue amiche  tutto quello che vuoi: sport, news, avvenimenti, fatti della scuola, ecc. Tu, Ale e Giorgia potreste anche, da casa vostra, comunicare con i vostri amici personalmente, utilizzando questo blog come se fosse un diario pubblico. Tu Ale hai già l' età giusta per poterlo farePoi vi spiego io come si fa: è molto semplice. Di seguito il tuo secondo videotube:

Jingle Bells Rock

Ecco la terza tua canzone. Ti pubblicherò le altre quando vieni di nuovo a casa nostra.  E non farci aspettare molto (... scusa il piccolo ricatto).

 Pokemon Sigla prima serie COMPLETA

Carissimi Ale, Giorgia, e Giulia, una raccomandazione finale: voi sapete come è importante oggi conoscere l' inglese, e perciò non fatevi sfuggire nessuna occasione per perfezionarlo. E perciò seguono i link al testo della seconda canzone e alla relativa traduzione. Sopratutto  per questo - ma anche per un pizzico di cultura in più, che non guasta mai - date anche una occhiatina agli altri post di questo blog.

Testo di All I Want For Christmas Is You

Traduzione di All I Want For Christmas Is You

nonnozef

I Miei Primi 80.

Salerno, 27/08/2013, martedì.

happy-birthdayHo compiuto i miei primi 80 ieri, lunedì 26/08/2013, ma abbiamo festeggiato questo happy birthday solo oggi, martedì, al Nettuno di Paestum, che è chiuso di lunedì, ed al quale - per motivi che dirò - non volevo assolutamente rinunciare. Il fatto è che al Nettuno sono di casa. Ci andavo già da giovane con mio suocero, che mi diceva: "Andiamo al Posto di Ristoro, da Arnaldo". Così il Nettuno veniva allora chiamato localmente. Oggi mio suocero e Arnaldo non ci sono più, non c' è il dr. Sorrentino, il farmacista, e quelle altre persone che, come mi confermava anche la figlia di Arnaldo, amica oltretutto di mia nuora e di mio figlio - erano conosciuti a Paestum come un gruppetto storico. Poi a me piace questo ristorante che, più unico che raro, da ogni suo punto affaccia proprio sui Templi. In particolare, c' è quel posticino molto ombroso con tavolini e sedie, sotto un filare di alberi, ed appena al di là, sfolgoranti nella luce calda del sole estivo, solenni si ergono quelle colonne di classica e pura bellezza, che non stancano mai l' occhio, rasserenanti. Ma non c' è bisogno che io spenda altre parole: il Nettuno di Paestum è conosciuto nel mondo; quando stavo a Milano - chimico alla Snia Viscosa - il collega dr. Moruzzi mi diceva: "Beato te, Zeferino, che stai a quattro passi da quel ristorante che affaccia sui templi!".

Come di consueto, abbiamo scattato delle foto, cui, una per una, ho aggiunto qualche commento. Quella dei nonni è una storia conosciuta, ma ognuna ha - ne sono convinto! - una caratteristica particolare. Quindi, se avete un poco di tempo...

Quì sto con mio figlio Alfredo.

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In questa foto: seduti, Giulia mia nipote, io, la mia consuocera; in piedi, da sinistra, mio figlio Alfredo, mio nipote Alessandro, Pina, una parente di mia nuora, Lucia, mia moglie, mia nuora Patrizia con Giorgia in braccio, ed infine Ciro, il compagno di mia figlia Amalia, autrice di questa che definisco bella foto, non fosse altro perché stiamo al fresco sotto quegli alberi di cui sopra vi parlavo.

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In questa altra foto, simile alla precedente, Ciro scatta e Amalia posa, in piedi a destra, dove prima stava Ciro.

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Quì sto con Ale. Gli ho raccomandato di non perdere tempo, e di trovarsi una fidanzatina snella e bionda come lui. Dite la verità. Non è un bel ragazzo?

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Per me questa è la foto perfetta, come peraltro si evidenzia dalla mia espressione. Curiosa quella di Giorgina, che sembra dire: "Ma guardate che mi tocca fare! Ma questi che vogliono da me?". E' quella che più mi somiglia, nel fisico e nella mente. Ha una storia d' amore. Non sorridete. Sono cose serie. Alla sua età soffrii maledettamente per Gilda, una bruna paffuta con dei ricci stupendi; soffrii tanto che per alcune settimane odiai lei, i suoi ed i miei genitori.

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Quì, con mia figlia Amalia, sono un poco mesto, pensando al cameriere che poco prima mi aveva messo davanti la torta, ed al quale generosamente avevo proposto la restituzione completa di essa torta, con annessi anni. Me l' ha ricusata, nettamente! Non c' è riconoscenza a questo mondo!

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Quì mia moglie Lucia, nel bene e nel male.

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Una foto di gruppo.

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Un' altra foto di gruppo, l' ultima.

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Caro tonicopi, amico mio, concedimi una considerazione finale. Hai proprio ragione. Anche tu sei nonno, e ti ringrazio per avermi mandato quelle bellissime foto che io ho pubblicato quì e altrove, e che custodisco gelosamente. Ma alla nostra età - intendo, quella dei nonni in genere, e non la tua, che sei molto più giovane di me - la sola cosa veramente importante e gratificante è quella di poter seguire il più a lungo possibile le aspettative dei propri nipoti.

Zeferino

Al Parco Europa

Salerno, 08/06/2013.

Oggi sono stato al Parco Europa, con mia figlia Amalia e con i nipoti Ale (Alessandro) e Giulia, ma senza Giorgina, che è voluta andare con il padre. Mia figlia Amalia, che è innamorata del Parco Europa, mi ha detto: "La prossima volta dobbiamo tornare al Parco anche con Giorgina". Ecco mia figlia, che è venuta un poco in ombra, ma che compare spesso nella successiva slideshow.

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Questo è Ale.

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Questa è Giulia:

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Di seguito la slideshow (intervallo=10") delle 15 foto scattate:

Il giorno appresso Giorgina (con maglietta bianca e shirt rosa) è venuta anche lei al Parco Europa, e tutti assieme abbiamo mandato saluti e baci al papà ad un congresso di medicina a Parigi. Quando ha visto anche lei le immagini di sopra, mi ha chiesto giustamente di essere inserita anche lei in questo articolo, che io con piacere ho aggiornato.

Quindi, di seguito riporto anche una seconda slideshow di 6 delle numerose foto scattate:

Rikki Tikki Tavi: un riassunto.

Premessa per i miei nipoti.

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Carissimi Ale, Giorgia e Giulia; carissima Amalia. “Rikki Tikki Tavi” e' un racconto di avventura di Rudyard Kipling (Bombay, 1865 – Londra, 1936). Pubblicato nel novembre 1893 sulle  riviste “Pall Mall Magazine” e “St Nicholas Magazine”, è stato  ristampato l'anno successivo nella raccolta “Il Libro Della Giungla”.

Con entusiasmo da ragazzo lessi  “Rikki TikkiTavi “,  oggi con altrettanto entusiasmo  lo ho riletto nella traduzione italiana e nel testo originale.

Siccome il racconto “Rikki Tikki Tavi” è troppo lungo per un blog,  ne ho fatto un riassunto in italiano, appunto questo “Rikki Tikki Tavi: un riassunto”, riportando però integralmente quei paragrafi che a me sono sembrati più belli o più importanti. Poi ho pubblicato il racconto anche nella lingua originale ("Rikki Tikki Tavi: a summary”), traducendo il riassunto e riportando invece quei paragrafi proprio come R. Kipling li ha scritti.

Leggeteli entrambi!  Leggere e capire Kipling sui testi originali è meraviglioso! Ed è anche un ottimo sistema per imparare l’ inglese.

In fondo a questo articolo ho riportato un bel video, della durata di circa 24 ‘, realizzato da Chuck Jones, che vede tra gli interpreti anche Orson Welles, narratore , e anche doppiatore delle voci di Nag e Chuchundra.

Di seguito, il testo colorato in blé è originale, l' altro indica il riassunto.

 Rikki cambia casa.

rikki4Questa è la storia della grande guerra che Rikki Tikki Tavi combatté da solo, nella stanza da bagno del grande bungalow nell'accantonamento di Segowlee. Darzee,  l'uccello-sarto,  lo aiutò, e Chuchundra, il Topo Muschiato, che mai si spinge nel mezzo del pavimento, ma striscia sempre lungo la parete, gli dette qualche consiglio;  ma fu Rikki Tikki Tavi a sostenere la vera battaglia.  Rikki Tikki Tavi era una simpaticissima giovane mangusta, chiamata così per il suo caratteristico grido di guerra - Riktiktikkitikkitehk! - quando sgattaiolava attraverso l'erba alta. Un giorno Rikki Tikki( così d’ ora in poi lo chiameremo), spazzato via dalla sua tana - dove viveva con il padre e la madre – da un acquazzone di piena estate,  finì svenuto e semiaffogato nel fosso di un bungalow indiano abitato da bianchi. 

Quando si riebbe, si trovò disteso al sole caldo, tutto sporco di fango in mezzo al viale di un giardino, e udì un ragazzetto che diceva: " C'è una mangusta morta. Facciamole il funerale." "No - disse sua madre - portiamola dentro ad asciugare. Forse non è proprio morta."

Lo portarono a casa e un omone lo prese delicatamente fra l'indice e il pollice e disse che non era morto ma mezzo soffocato. Allora lo avvolsero nella bambagia e lo riscaldarono finché aprì gli occhi e starnutì. "Ora - disse l'omone, ( era un inglese stabilitosi proprio allora nel bungalow) - non lo spaventate, e vedremo  cosa farà."

 Le esplorazioni di Rikki.

rikki3Spaventare una mangusta è la cosa più difficile di questo mondo, perché è divorata dalla curiosità dalla testa alla coda. Il motto di tutte le manguste è:  "Corri e scopri"; e Rikki Tikki era una vera mangusta. Osservò la bambagia, e capì che non era roba da mangiare; corse tutto intorno alla tavola, sedette, si lisciò il pelo, si grattò e saltò sulle spalle del ragazzo. "Non aver paura, Teddy - disse suo padre - E' il suo modo di fare amicizia. " Ohi! Mi fa il solletico sotto il mento", disse Teddy.

 Rikki Tikki piacque, e divenne  subito la mascotte della casa; ma anche la casa ed i suoi padroni piacquero molto  a Rikki Tikki, che subito decise di non andar via, perché vi erano in quella  casa più cose da scoprire di  quante  tutta la sua  famiglia avrebbe potuto scoprire in una intera vita.

Passò l'intero giorno a girare per la casa, sperimentando, osservando, divertendosi e divertendo i padroni di casa, in una girandola scoppiettante e festosa di situazioni tanto divertenti quanto buffe, ed a volte anche pericolose (… quasi  si annegò nelle vasche da bagno;   si scottò il naso guardando troppo da vicino il  sigaro acceso dell'omone; ecc,).

Il padre e la madre  di Teddy vennero,  per ultima cosa,  a guardare il loro ragazzo, e trovarono Rikki Tikki sveglio sul guanciale. “Questo non mi piace”, disse preoccupata la mamma di Teddy; “ può mordere il ragazzo.” “Non farà mai una cosa simile,” rispose il padre. ”Teddy è più sicuro con quella bestiolina accanto che se avesse un cane da guardia. Se un serpente entrasse nella camera ora...”  Ma la madre di Teddy non voleva nemmeno pensare a una cosa così terribile.

Rikki Tikki, ben educata dalla mamma che era vissuta nella casa del Generale,  a Segowlee, stava brillantemente realizzando il suo sogno di  diventare una mangusta domestica,  e di avere tante stanze dove poter scorazzare, ed un grande e bellissimo giardino, con tanti abitanti interessanti da conoscere . Infatti, correndo  su e giù per il giardino, udì delle voci lamentevoli che uscivano da un cespuglio di spini.

Erano Darzee, l'uccello sarto, e sua moglie. Avevano costruito un bellissimo nido,  riunendo due grosse foglie e cucendone insieme gli orli con delle fibre, e avevano riempito la cavità di cotone e di peluria morbida. Il nido oscillava avanti e indietro, mentre essi,  appollaiati sull'orlo,  si lamentavano.

“Che cosa c’ è?”,  domandò Rikki Tikki.

“Siamo tanto infelici,” rispose Darzee.  “Uno dei nostri piccini è caduto ieri dal nido, e Nag l' ha mangiato.”

“ Uhm!”  fece  Rikki Tikki, “questa è una cosa molto triste -  ma lo sono un forestiero qui. Chi è Nag? “

Rikki incontra Nag e Nagaina.

rikki-cobraDarzee e sua moglie si rannicchiarono giù nel  nido senza rispondere, perché dall'erba folta, ai piedi del cespuglio, veniva un sibilo lieve - un terribile suono da gelare il sangue, che fece fare un balzo indietro di due buoni piedi a Rikki Tikki. Allora, centimetro per centimetro, spuntò dall'erba la testa col cappuccio aperto di Nag, il grosso cobra nero lungo cinque piedi dalla lingua alla coda. Quando si fu rizzato per un terzo da terra, rimase a dondolarsi avanti e indietro proprio come un ciuffo di soffioni oscilla al vento, e guardò Rikki Tikki con gli occhi cattivi del serpente che non mutano mai espressione, qualunque cosa esso pensi. “Chi è Nag?”  egli ripeté. “Sono io Nag. Il grande Brahma impresse il suo segno su tutta la nostra razza,  quando il primo cobra aprì il cappuccio per riparare dal sole Brahma, che dormiva. Guarda, e trema!”

 Rikki Tikki solo per un momento  ebbe paura, ma poi prevalse l’ istinto della sua razza, che consiste nel dar la caccia ai serpenti e nel divorarli. Anche Nag lo sapeva, e in fondo al suo cuore di ghiaccio  ebbe paura.  E  mentre la sua perfida moglie, Nagaina, strisciava  silenziosamente dietro Rikki Tikki per attaccarlo di sorpresa alle spalle, Nag cercò di distrarre Rikki con frasi concilianti.

  “Discorriamo,” disse.  “Tu mangi le uova. Perché non dovrei io divorare gli uccellini?” “ Dietro a te! Guardati dietro!”,  cantò Darzee. Rikki Tikki capì che non c'era da perder tempo a guardare indietro. Spiccò un salto in aria, più in alto che poté, e proprio sotto di lui guizzò, ronzando, la testa di Nagaina,  la perfida moglie di Nag.

Essa si era avvicinata strisciando dietro di lui mentre egli parlava, per finirlo;  ed egli udì il suo sibilo di rabbia per il colpo fallito.  Egli ricadde quasi sulla schiena di Nagaina, e se fosse stato una vecchia mangusta, avrebbe capito che quello era il momento di spezzarle la schiena con un morso solo; ma ebbe paura della terribile sferzata che vibra il cobra all'indietro. Veramente dette un morso, ma non fu  abbastanza lungo e con un salto si mise in salvo dalla coda che sferzava, lasciando Nagaina ferita e furiosa. 

Rikki Tikki si arrabbiò moltissimo, ed era pronto a contrattaccare, ma Nag, dopo aver minacciato Darzee, scomparve  assieme a Nagaina dietro l'erba alta.

Cessato il pericolo,  Rikki Tikki riflettè a lungo. Quanto era successo, era diventato ormai un affare serio per lui: in termini stretti,  la vittoria era solo questione di sveltezza di occhio e di gambe - la sferzata del cobra contro il salto della mangusta.  Ma se voleva salvare Teddy – cui si era oltremodo affezionato - ed i suoi genitori, occorreva anche una strategia. Ci avrebbe pensato, ma per il momento, contento e fiducioso di aver schivato un colpo da dietro, aspettò Teddy che correva giù per il viale per carezzarlo.

 Rikki ammazza Karait.

Ma proprio mentre Teddy si chinava, qualche cosa si contorse lievemente nella polvere, e una vocetta disse: “Bada. Io sono la morte!” Era Karait,  il serpentello bruno color sabbia che sta di preferenza in mezzo alla polvere;  il suo morso è pericoloso quanto quello del cobra, ma Karait è così piccolo che nessuno bada a lui,  e per questo è tanto più nocivo.

Rikki Tikki affrontò in perfetto stile – occhi rossi, e passo caratteristico dondolante e oscillante, ma equilibrato e multidirezionale  - questa improvvisa sfida, particolarmente pericolosa perché Karait, essendo piccolo, può girarsi rapidamente e può sferrare il colpo di coda.

Karait scattò avanti. Rikki Tikki balzò di fianco, poi cercò di corrergli sopra,  ma la perfida testolina grigia di  polvere fischiò ad un capello di distanza dalla sua spalla,  ed egli dovette saltare sopra il corpo del serpente, che gli schizzò dietro.

Teddy gridò verso la casa: ”Oh, guardate! La nostra mangusta sta ammazzando un serpente”; e Rikki Tikki udì la madre di Teddy gettare un grido. Il padre si precipitò fuori armato di un bastone, ma quando arrivò,  Karait aveva per una volta sbagliato la misura ricadendo troppo lontano e Rikki Tikki era scattato e saltato sul dorso del serpente, aveva affondato il muso fra le zampe davanti, addentato il dorso più su che aveva potuto ed era ruzzolato via. Il morso aveva paralizzato Karait, e Rikki Tikki stava per divorarselo, cominciando dalla coda, per pranzo, come era costume nella sua famiglia, quando si ricordò che un pasto troppo abbondante rende pigra e lenta una mangusta, e che se egli voleva aver pronta la sua forza e la sua sveltezza, doveva mantenersi leggero.

 Quella sera, a pranzo, iniziò ad applicare la sua strategia: non si rimpinzò di ghiottonerie, pur avendone la disponibilità; ma si ricordò di Nag e di Nagaina, e  lanciò alcune volte  il suo lungo grido di guerra: “Rikkitikkrtikkitikki thk!”

Rikki va a caccia di notizie.

RikkiVerandaTeddy lo portò a letto, ma  Rikki Tikki, non appena Teddy si fu addormentato,  uscì per fare la sua ronda di notte intorno alla casa,  e incontrò Chuchundra, il topo muschiato, una bestiolina molto vile e paurosa, che piagnucola e squittisce tutta la notte.

La strategia di Rikki Tikki fu ineccepibile: aveva bisogno di notizie, e cercò di ottenerle dall’ esitante e piagnucoloso  Chuchundra (n.d.a. il video, con  Orson Wells che doppia sia la voce di  Rikki Tikki che quella di Chuchundra, è in questo punto semplicemente stupendo.)

Rikki Tikki, messo in allerta da Chuchundra,  sentì un lievissimo fruscio, simile allo strofinio sordo delle squame di un serpente sui mattoni, ed intuì che poteva essere o Nag o Nagaina.  Allora, dopo essersi accertato molto velocemente che tutto era  tranquillo nella stanza di Teddy, e in quella dei  genitori e nel resto della casa, tornò nella stanza da bagno, andò in fondo alla parete liscia intonacata di calce dove era stato tolto un mattone per aprire uno scarico all'acqua del bagno, si insinuò lungo il risalto in muratura dove poggiava la vasca, e udì Nag e Nagaina che bisbigliavano fuori al chiaro di luna.

“Quando non ci sarà più gente nella casa,” diceva Nagaina al marito, “egli dovrà andarsene, e allora il giardino sarà di nuovo tutto nostro. Entra pian pianino, e ricordati che l'omone che ha ammazzato Karait va morsicato per  primo. Poi vieni a riferirmelo,  e daremo la caccia insieme a Rikki Tikki.”

“Ma sei sicura che ci si guadagnerà qualche cosa ad uccidere la gente?” chiese Nag.

“Tutto.  Quando non c'era gente nel bungalow, avevamo forse delle manguste nel giardino? Finché il bungalow è disabitato, noi siamo il re e la regina del giardino;  e ricordati che appena le nostre uova nella poponaia si schiuderanno, e può darsi domani stesso,  i nostri piccini avranno bisogno di spazio e di quiete.”

“Non ci avevo pensato,” disse Nag. “Andrò, ma non ci sarà bisogno di dar la caccia a Rikki Tikki dopo. Io ucciderò l'omone, e sua moglie e il ragazzo se posso, poi scapperò pian pianino. Allora il bungalow resterà disabitato,  e Rikki Tikki se ne andrà.”

 Rikki ammazza Naig.

Rikki-AttaccaNagRikki Tikki, mentre ancora  fremeva  da capo a piedi di rabbia e di sdegno all'udir quelle parole, vide la testa di Nag sbucare dal condotto, e i cinque piedi di lunghezza del suo corpo che la seguivano. Nag si attorcigliò, alzò la testa, e guardò dentro la stanza da bagno al buio, e Rikki Tikki vide luccicare i suoi occhi.

Nag  bevve nella grossa brocca che serviva per riempire la vasca, e poi le si arrotolò attorno, spira a spira; Rikki Tikki, che se ne stava nascosto ed immobile come un morto,  lo sentì dire che avrebbe aspettato lì al fresco fino al mattino il  padre di Teddy, con l’ intenzione di ucciderlo, disarmato, durante il bagno. Rikki Tikki dopo un'ora cominciò a muoversi molto lentamente verso Nag,  che intanto  si era addormentato. Valutò i vari possibili tipi di attacchi, ed alla fine decise.

“Bisogna che lo addenti alla testa,” disse alfine; “alla testa,  sopra il cappuccio; e una volta afferratolo , non debbo più  lasciarlo andare.”

Allora spiccò il salto'. La testa del serpente sporgeva un po' sotto la curva della brocca e appena strinse i denti,  Rikki Tikki puntò la schiena contro la pancia della brocca di coccio rosso per mantenere ben ferma la testa del serpente. Ciò  gli dette appena un secondo di vantaggio, di cui seppe trarre il miglior partito. Poi fu sbatacchiato qua e là come un sorcio in bocca a un cane -  qua e là per il pavimento, su e giù tutto intorno, in larghi cerchi,  ma i suoi occhi erano rossi, e mantenne la presa, mentre il suo corpo frustava il pavimento e rovesciava il secchiello di stagno, il piattino del sapone, lo spazzolino e, sbattendovi contro, faceva risuonare la parete metallica della vasca. Intanto egli serrava sempre più le mascelle, perché era ormai sicuro di essere sbatacchiato a morte, e,  per l'onore della sua famiglia,  preferiva essere trovato coi denti stretti sulla preda. Aveva le vertigini e si sentiva tutto indolenzitogli,  gli pareva di essere stato ormai fatto a pezzi, quando qualche cosa, proprio dietro di lui,  esplose col rumore di un fulmine; un soffio caldo lo investì facendogli perdere i sensi e una vampata rossa gli abbruciacchiò il pelo. L'omone era stato svegliato dal fracasso e aveva scaricato tutte e due le canne del suo fucile da caccia addosso a Nag proprio sotto il cappuccio.

 Rikki Tikki, ancora mezzo morto, sentì il padre di Teddy che diceva: “E' di nuovo la mangusta, Alice;  questa volta la bestiolina ha salvato la nostra vita.” Poi Rikki Tikki si trascinò nella camera di Teddy.

Quando si fece giorno, Rikki Tikki sapeva esattamente cosa doveva fare: bisognava distruggere le uova e doveva chiudere  i conti  con Nagaina.

 Rikki distrugge le uova.

Senza aspettare la colazione, Rikki Tikki corse al cespuglio di spini: doveva assolutamente subito sapere  da Darzee dove stavano le uova e dove si trovava in quel momento Nagaina.

La notizia della morte di Nag si era sparsa per tutto il giardino, e Darzee cantava un inno di trionfo in onore di Rikki Tikki, che più volte cercò di interromperlo per farsi dare quelle notizie vitali. Ma Darzee continuava imperterrito a cantare con quanta voce aveva: rassomigliava molto ad un uomo in certe cose. Solo al terzo tentativo,  minacciandolo  energicamente,  Rikki riuscì a sapere da Darzee che Nagaina  stava sul  mucchio delle immondizie presso le scuderie a piangere sulla carogna di Nag, buttata lì dall’ uomo delle pulizie, e che le uova invece stavano nella poponaia, alla estremità più vicina al muro dove batte il sole quasi tutto il giorno.

Allora Rikki Tikki rapidamente ideò la sua strategia di attacco, e gli disse: “Darzee, se hai un granello di giudizio dovresti volare alle scuderie e far finta di avere un'ala spezzata e lasciarti rincorrere da Nagaina verso questo cespuglio. Bisogna che io vada alla poponaia e se vi andassi ora essa mi vedrebbe.”

Pensando che anche i suoi piccoli nascevano dalle uova, Darzee non si decideva ad eseguire la richiesta di Rikki; ma sua moglie era un uccellino giudizioso,  e sapeva che le uova di cobra volevano dire dei piccoli cobra in seguito; così volò via dal nido, ed andò a svolazzare davanti a Nagaina presso il mucchio delle immondizie gridando: “Oh! la mia ala è rotta! Il ragazzo della casa mi ha tirato un sasso e me l'ha spezzata.”

darzeewife-nagainaNagaina alzò la testa e sibilò,  “Tu hai avvertito Rikki Tikki quando volevo ammazzarlo. Hai scelto proprio un brutto posto per venire a zoppicare.” E si mosse verso la moglie di Darzee, strisciando nella polvere.

“Il ragazzo me l'ha rotta con una sassata!” strillò la moglie di Darzee.

“Be potrà esserti di qualche consolazione sapere che quando sarai morta io aggiusterò i conti col ragazzo. Mio marito è steso sul mucchio delle immondizie da questa mattina, ma prima di notte il ragazzo della casa giacerà immobile anche lui. A che giova scappare? Sono sicura di acchiapparti. Sciocchina, guardami!”

La moglie di Darzee era troppo furba per far ciò, perché l'uccello che fissa gli occhi di un serpente è colto da un tale spavento, che non può più muoversi. La moglie di Darzee continuò a svolazzare terra terra pigolando tristemente, e Nagaina andò più in fretta.

Rikki Tikki, dopo essersi accertato che prendevano il viale delle scuderie,  corse in fondo alla poponaia presso il muro, e là trovò venticinque uova molto abilmente nascoste. Aveva quasi distrutto tutte le uova, quando udì la moglie di Darzee che strillava che purtroppo Nagaina si era diretta alla veranda e minacciava di uccidere i proprietari della casa.

Allora Rikki Tikki schiacciò due delle tre uova rimaste, e corse come un fulmine con il terzo uovo in bocca verso la veranda, dove vide Nagaina che, raggomitolata sulla stuoia presso la sedia di Teddy, proprio a tiro della gamba nuda del ragazzo,   si dondolava avanti e indietro cantando una canzone di trionfo.

  Nagaina attacca.

 “Figlio dell'omone che ha ucciso Nag,” sibilava, “non ti muovere.  Non sono ancora pronta. Aspetta un po. State ben fermi, tutti e tre!  Se vi muovete colpisco,  se non vi muovete colpisco. Oh, gente insensata, voi che avete ucciso il mio Nag!”

Gli occhi di Teddy erano fissi sul padre e questi non poté fare altro che mormorare: “Sta fermo, Teddy.  Non devi muoverti. Teddy, fermo.”

Allora sopraggiunse Rikki Tikki che gridò: “Voltati Nagaina; voltati e combatti!”

`` Tutto a suo tempo'', disse lei, senza muovere gli occhi. `` Aggiusterò  il mio conto con voi al momento. Guarda i tuoi amici, Rikki Tikki. Sono ancora tutti bianchi; essi  hanno paura. Essi non osano muoversi, e se tu fai un passo avanti, io colpisco.''

“Và a vedere  le tue uova” disse Rikki-tikki, “nella poponaia presso il muro. Và a vedere, Nagaina.”

Il grande serpente si volse a metà, e vide l'uovo sulla veranda. `` Ah! Dammelo!'',  esclamò.

rikki-uovoRikki Tikki  strinse l’ uovo tra le   zampe, e i suoi occhi divennero rosso-sangue. ``Che prezzo per un uovo di cobra? Per un piccolo cobra? Per un giovane re di cobra? Per l'ultimo, proprio l'ultimo della covata? Le formiche stanno divorando tutte gli  altri, là  nella poponaia.''

Nagaina si volse interamente, dimenticando tutto per la salvezza del solo uovo rimasto; e Rikki-Tikki vide il padre di Teddy tendere fulmineamente  una grossa mano, afferrare Teddy per la spalla, e trarlo in salvo attraverso il tavolinetto, sopra le  tazze da tè,  fuori dalla portata di Nagaina.

Rikki Tikki allora si mise a schernire Nagaina, per essersi lasciata sfuggire il ragazzo, ed inoltre tentava di farla andare fuori di testa e fiaccarla nel morale gridandole in faccia che lui era stato l’ uccisore di Nag, e di come l’ aveva ammazzato.

“Vieni dunque, Nagaina, Vieni a combattere con me. Non devi restare vedova a lungo.''

Nagaina vide che aveva perso la possibilità di uccidere Teddy, e che  l'uovo si trovava tra le zampe di Rikki-Tikki. `` Dammi l'uovo, Rikki Tikki. Dammi il mio ultimo uovo, e io andrò via e non tornerò mai più'', disse, abbassando il cappuccio.

 Rikki ammazza Nagaina.

`` Sì, andrai via, e non tornerai più, perché andrai sul mucchio della spazzatura con Nag. Combatti, vedova! Il grande uomo è andato a prendere il fucile! Combatti!''

La lotta mortale ebbe inizio. Rikki Tikki girava attorno a Nagaina, tenendosi appena fuori dalla portata del suo slancio; i suoi piccoli occhi  erano come carboni ardenti. Molte volte Nagaina si raccolse su se stessa e si gettò verso di lui, ed ogni volta Rikki Tikki schivò il colpo mortale. Ma Rikki aveva dimenticato l'uovo, che stava ancora sulla veranda, e Nagaina si avvicinava sempre più ad esso, fin quando lei lo prese in bocca, si voltò verso i gradini della veranda, e volò come una freccia giù per il sentiero, con Rikki Tikki-dietro di lei.

Rikki Tikki sapeva che doveva catturarla, o tutti i problemi sarebbero ricominciati.

La moglie di Darzee volò via dal suo nido mentre  Nagaina passava, e le sbatté le ali sulla testa. Quell’ istante di ritardo permise a  Rikki Tikki di raggiungerla,  e mentre infilava la buca di topo, dove essa e Nag avevano fatto il loro covo, i suoi dentini bianchi si serrarono sulla coda di Nagaina. Rikki non mollava, e fu trascinato giù per il pendio oscuro di terra umida e calda.

Poi l'erba alla imboccatura  del covo cessò di tremolare, e Darzee disse: `` È finita per Rikki Tikki! Dobbiamo cantare la sua canzone di morte. Il  valoroso  Rikki Tikki è morto! Nagaina sicuramente lo ucciderà sotto terra.''

 Epilogo.

Così intonò una canzone molto triste, che inventò lì per lì, ed era proprio giunto alla parte più commovente, quando l’ erba tremolò di nuovo, e Rikki-Tikki, coperto di terriccio, si trascinò fuori dal buco, una zamba dopo l’ altra, leccandosi i baffi. Darzee si interruppe lanciando un breve grido. Rikki Tikki scosse un poco di  polvere dalla sua pelliccia e starnutì.

`` E' tutto finito!'', disse. `` La vedova non tornerà fuori mai più … .'' E le formiche rosse che vivono tra gli steli dell'erba, lo sentirono e cominciarono a scendere giù, una dietro l’ altra, in lunga processione, per vedere se aveva detto la verità.

Rikki Tikki si raggomitolò sull’ erba e si addormentò  dove si trovava. Dormì  a lungo.

Quando Rikki Tikki giunse a casa,  Teddy, assieme al padre e alla mamma,   gli andarono incontro, gli fecero una gran festa  e quasi piansero sopra di lui. La cena di quella sera fu una gran cena per Rikki, che poi andò a dormire con Teddy. Infine, a notte tarda,  il papà e la mamma di Teddy andarono nella sua stanza.

“Ha salvato la nostra vita e quella di Teddy,” disse a suo marito. “Ma pensaci ha salvati tutti.”

Rikki Tikki si svegliò di soprassalto perché tutte le manguste hanno il sonno leggero.

“ Oh, siete voi?” disse. “Di che cosa vi preoccupate ancora?  Tutti i cobra sono morti ed anche se non lo fossero ci sono qua io.”

Rikki Tikki aveva bene il diritto di vantarsi ma non si inorgoglì troppo e continuò a  difendere il giardino come una vera mangusta: coi denti, colle zampe, coi salti e coi morsi, finché nessun cobra osò più mostrare la testa dentro quelle mura.

Commento finale, ed un consiglio.

Rikki Tikki ingaggia una lotta mortale  prima con Karait, piccolo ma pericolosissimo, poi con Nag,  enorme e fortissimo, ed infine lotta a morte con la perfida e temibilissima Nagaina, e vince sempre.

Kipling descrive con grande precisione e maestria la strategia di lotta della piccola mangusta contro gli avversari più forti e grandi di lei, ed esplicitamente ci dice che “ la vittoria era solo questione di sveltezza di occhio e di gambe - la sferzata del cobra contro il salto della mangusta.

Ma Rikki vince anche per altri fattori, che Kipling non cita esplicitamente ma che sono presenti in tutto il racconto, e cioè il tatticismo strategico di Rikki, la sua intelligenza, la scaltra e prudente  raccolta di informazioni, l’ impegno nella  conoscenza del terreno, ed ancora  la decisione, la caparbietà, l’ orgoglio della sua razza, gli insegnamenti ricevuti. Rikki Tikki   vince per la sua lealtà e il suo affetto per Teddy e per i suoi genitori,  e per l' attaccamento al bungalow,, che considera la sua nuova casa. Rikki Tikki agisce e pensa come un uomo - e a volte anche meglio! - , coraggioso ma non temerario, che cioè  affronta la lotta pur avendo a tratti paura,  che confida nella sua intelligenza e soprattutto non dispera mai.

Se paragono questa storia naturale, bellissima e credibile,  alle  mirabolanti ed irreali storie propinateci dalla narrativa e dal cinema dei nostri giorni, onestamente la scelta non si pone affatto:  le storie dei miei tempi sono molto più belle.

In questo riassunto, ho riservato molto spazio al testo originale, per ovvi motivi; per il resto, ho fatto del mio meglio, e ringrazio anticipatamente i gentili lettori che mi segnaleranno errori di traduzione.

Infine, consapevole comunque dell’ inadeguatezza del mio sforzo rispetto a ciò che la storia merita, chiedo scusa ai  lettori, segnalando per ammenda  questo bel video:  RIKKI TIKKI TAVI.

Tonicopi, il Web ed i Nipotini.

 

Salerno, giovedì 28/03/2013 h 11:05

Cari lettori, oggi voglio parlarvi di Tonicopi in perfetto stile blog, e cioè brevemente, e anche con il numero giusto di parole, a seconda del contesto: se ad esempio Tonicopi in relazione al Web (Tonicopi/Web) o Tonicopi come nonno (Tonicopi/Nipotini).

tonicopi-2Nel primo caso, Tonicopi non ha bisogno di presentazioni, perchè  è già un personaggio web, ben conosciuto da tutti quelli che come me smanettano attorno ai propri joomla-web-site (una panoramica dei miei siti personali  è questa: -> RISORSE). Se invece tu sei un lettore che navighi poco sul web, puoi avere un indizio della popolarità di Tonicopi sul web facendo clic su questo simpatico link. Dico indizio perché non è Googlefight il sistema migliore di valutazione. A riprova di questa mia affermazione, adduco un dettaglio tecnico importante: anche se sono un allievo parecchio avanti negli anni, sul Web tonicopi è il mio Prof. Mi ha risolto più problemi lui che quanti ne  avrei potuto risolvere seguendo seriosi corsi di formazione. E sono certo che ci sono centinaia di persone che la pensano come me.

tonicopi-1

Googlefight (contesa su Google) – come puoi vedere! - ti da  la possibilità (vedi a sinistra) di conoscere il risultato di contese (fights) predefinite di personaggi più o meno noti appartenenti a varie categorie; inoltre, puoi digitare 2 parole a tuo piacere nelle caselle apposite e  conoscere subito  il vincitore della contesa, che sarà quello che detiene il maggior numero di presenze su Google. Per Tonicopi, ho trovato 8.840 risultati.

Il secondo caso, Tonicopi/nipotini, è per me ancora più interessante. Tonicopi è nonno come me, come me ha dei nipotini, ed  è una persona aperta, solare, di poche ma efficaci parole. Siamo amici. Probabilmente andiamo d' accordo anzitutto perché siamo delle brave persone e dei bravi nonni, e forse  anche perché siamo diversi.

Avrei dovuto parlare più a lungo del web in generale, ma forse lo farò a parte in uno dei prossimi articoli. Per ora, in questo articolo, mi interessa sottolineare il fatto che oggi chiunque può pubblicare un articolo visualizzabile dappertutto; il fatto invece se e in che misura viene effettivamente visualizzato, bé ... quello è un altro discorso!

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p.s. Caro Tonicopi, mi farebbe molto piacere avere qualche foto tua e dei tuoi nipotini, da inserire in questo articolo. ... h 18:30 grazie, sono bellissime! SONO FELICE!

h 21:16 Ed ora, egregi lettori, in diretta da ZEFERINOBLOG, per dovere di cronaca sono costretto a svelare tutta la verità su tonicopi, personaggio complesso, dalla doppia vita (viziatore di femmine Number one!, come lui stesso ammette!!); la verità prima di ogni altra cosa, ... anche prima dell' amicizia!

Tanti auguri di una Pasqua serena con tutti i tuoi cari, Toni... per quest' ultimo link, scusami, ma sono pluralista e democratico, e passo ai nostri lettori quello che tu hai spacciato a me parecchio tempo fa: tonicopi

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Nonno Zef e zia Amalia con i nipotini

Salerno, Natale 2012 Ho chiesto a mio figlio Alfredo di scattare qualche foto in cui stiamo io e mia figlia Amalia con Ale, Giorgia e Giulia, i nostri tre amatissimi nipoti, i nostri tre gioielli preziosi. Dopo appena  tre foto, la batteria purtroppo si è scaricata! Ma una minigalleria c' è, di appena tre foto, e ve la propongo, alla faccia del cornutissimo diavolo menagramo. Ho inserito prima una slideshow della minigalleria, e si può notare il mio gesto di vittoria in una delle tre foto, un attimo dopo che mio figlio Alfredo mi  comunicava di essere riuscito a scattare qualcosa, nonostante la  batteria ormai scarica. Segue una lista delle tre foto singole, che possono essere ingrandite a schermo intero facendo clic in un punto qualsiasi della stessa foto, e ripristinate nelle loro dimensioni iniziali cliccando di nuovo all' interno dell' immagine a tutto schermo.
    I link (Show as slideshow) e (Show picture list) visualizzati in alto a sinistra della galleria permettono di convertirla dall' uno all' altro formato alternativamente.