HURRICANE!

Salerno, 27/06/2013

Caro Ale.

Quest' anno, sulla tua pagella scolastica finale, accanto agli altri buoni voti, spicca un bel 10 in Geografia.

Alla ricerca del padrone.

Alla ricerca del padrone.

Bravo! Sono orgoglioso di te. Questo risultato dimostra a te stesso che quando una cosa ti piace, qualunque essa sia, puoi raggiungere l' eccellenza. Per il tuo bene, non dimenticare mai ciò.

Parliamo ora dell' argomento di questo articolo. L' altro giorno, a Paestum, mi hai chiesto: "Nonno, che cosa significa 'Hurricane'?" Approssimativamente, e distrattamente, ti dissi che significa uragano, e ti dissi pure che esistono anche molti sinonimi, ad esempio il famoso caccia britannico inglese 'Hawker Hurricane'(comunemente 'Hurricane'), utilizzato all'inizio della seconda guerra mondiale contro i caccia 'Luftwaffe' tedeschi nei cieli della Gran Bretagna e della Francia.

Ma oggi, pensavo tra me: Ale, ... 10 in geografia, ... Hurricane, uragano ... gli uragani, i fenomeni climatici terrestri, la geofisica. Allora, per associazione mentale, mi è venuta in mente questa interessante correlazione: Geografia, Geofisica, Inglese!

Ho pensato quindi di scrivere questo post per farti rilevare quanto può essere importante per te assecondare e sviluppare questa tua passione per la geografia. Insomma, a parer mio, considerato che conosci bene la classica geografia descrittiva, potrebbe essere interessante conoscere anche la geofisica, cioè la fisica terrestre, che comprende tante branche, come la meteorologia, la sismologia, la climatologia, l' oceanografia, il geomagnetismo, ecc.

La conoscenza della lingua inglese è però fondamentale per qualsiasi tipo di ricerca; ad esempio, le migliori fonti sull'argomento 'Hurricane' da me trovate - bellissime! e perciò ho scritto questo articolo! - sono in lingua inglese. Mike Bongiorno diceva: "Io devo il mio successo alla conoscenza della lingua inglese".

Bando alle chiacchiere. Ho iniziato una ricerca per te. Di seguito, ti propongo una serie di link bellissimi (in particolare , l'ultimo) relativi agli uragani:

National Hurricane CenterHurricane Preparedness WeekStorm Surge OverviewThe COMET Program

Se finora hai esplorato i suddetti link, puoi tranquillamente approfondire e completare la ricerca per conto tuo. Ma ci sono cose che non si possono esprimere compiutamente tramite un semplice post; ad esempio: interactive map of Hurricane Katrina.

Quindi, se ti fa piacere, e quando vuoi, vieni a casa mia! davanti al pc, potrei dirti altre cose interessanti.

Ciao

nonnozef

p.s. Prima di chiudere, guarda questa slideshow "Uragani":

“Ulisse”, di James Joyce.

James Joyce sul Ponterosso del Canal Grande - Trieste

James Joyce sul Ponterosso del Canal Grande - Trieste

Salerno, 25/06/2013

L' "Ulisse" di James Joyce è il più grande romanzo prodotto negli ultimi anni. Per chi ha anche un minimo interesse per le buone letture, conoscere Joyce è un dovere.

Ho acquistato su Amazon, in data 20/06/2013, i seguenti libri:

    Ulysses, James Joyce (contains a biography of the author and an active table of contents, [Edizione Kindle]
    Ulisse, di James Joyce. Traduzione di Gianni Celati (Letture Einaudi) [Edizione Kindle]

L' "Ulisse" - e in generale Joyce - è una lettura difficile, ma è talmente entusiasmante che ho deciso sia di creare una Pagina Fan su FaceBook e sia di scrivere degli articoli personali su questo blog, e - se ne ho voglia e tempo - anche sui miei siti personali. Potete trovare tale Pagina Fan su FaceBook inserendo prima "Zeferino Siani" nel Cerca Persone e poi facendo clic sulla Pagina Fan dal titolo: "James Joyce, Ulysses and We".

Inizialmente avevo pensato di leggere tutto Joyce (Ulisse, Gente di Dublino, ecc.), e poi scrivere qualcosa sull' argomento; ma mi sono reso subito conto che non avrei poi scritto niente di niente, sopraffatto dalla complessità di lettura e di interpretazione di queste sue opere. Infatti, sono appena ai primi capitoli, e già mi sembra di avere di fronte qualcosa di più gigantesco dell' Everest.

Allora ho semplificato, e cioè ho deciso di scrivere quel che al meglio mi riesce man mano che procedo nelle mie letture, per il semplice motivo che mi piace farlo, indipendentemente dalla qualità dei risultati che riuscirò ad ottenere. Mi auguro solo di poter condividere le mie esperienze con quelle altrui; capire Joyce da solo, senza potersi confrontare con altri, è - almeno per me - pura perdita di tempo. Quindi, ringrazio anticipatamente chi voglia segnalarmi link o articoli interessanti sull'argomento.

Per iniziare, segnalo questo ottimo link ufficiale: THE JAMES JOYCE CENTRE DUBLIN Da esso ho scelto una immagine per la Pagina Fan su FaceBook, dal titolo: "Ulysses, James Joyce and We". Inoltre, sarei grato a chi può segnalarmi una immagine relativa all' argomento di larghezza superiore a 300 pixel, da utilizzare per la copertina della Pagina Fan suddetta.

Ho completato la lettura della prima parte del romanzo: Thelemachus. Ritengo che per capire a fondo uno scrittore, occorre leggerlo nella madre lingua, ma, siccome non sono capace di tradurre all' impronta, quindi leggo di ciascun capitolo prima la versione italiana, poi l' originale, ed infine - considerata la complessità dell' "Ulisses", non disdegno di dare una occhiata - molto utile! - anche a questo indirizzo -> Ulysses “Seen”, e precisamente al suddetto "Thelemacus". Se poi avete tempo, vi consiglio di non trascurare la guida che sta a fondo pagina di ciascun "seen" (ad esempio, per la Pag. 2 il link è il seguente: Click to View Reader's Guide), ma solo se volete approfondire maggiormente, o se qualche dettaglio risulta oscuro.

Zeferino Siani

Al Parco Europa

Salerno, 08/06/2013.

Oggi sono stato al Parco Europa, con mia figlia Amalia e con i nipoti Ale (Alessandro) e Giulia, ma senza Giorgina, che è voluta andare con il padre. Mia figlia Amalia, che è innamorata del Parco Europa, mi ha detto: "La prossima volta dobbiamo tornare al Parco anche con Giorgina". Ecco mia figlia, che è venuta un poco in ombra, ma che compare spesso nella successiva slideshow.

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Questo è Ale.

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Questa è Giulia:

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Di seguito la slideshow (intervallo=10") delle 15 foto scattate:

Il giorno appresso Giorgina (con maglietta bianca e shirt rosa) è venuta anche lei al Parco Europa, e tutti assieme abbiamo mandato saluti e baci al papà ad un congresso di medicina a Parigi. Quando ha visto anche lei le immagini di sopra, mi ha chiesto giustamente di essere inserita anche lei in questo articolo, che io con piacere ho aggiornato.

Quindi, di seguito riporto anche una seconda slideshow di 6 delle numerose foto scattate:

RIKKI TIKKI TAVI: A SUMMARY.

Foreword for my grandchildren.

Dear Ale, Giorgia and Giulia; dear  daughter Amalia. 220px-Rikki-Tikki-Tavi"Rikki Tikki Tavi" is an adventure story by  Rudyard Kipling (Bombay, 1865 - London, 1936). Released in November 1893 in the magazines "Pall Mall Magazine" and "St. Nicholas Magazine", was reissued  the following year in the collection "The Jungle Book". With enthusiasm as a kid I read "Rikki Tikki Tavi", today with the same enthusiasm I have reread the Italian translation and the original text. Since the story "Rikki Tikki Tavi" is too long for a blog, I made a summary in Italian, but integrally bringing the paragraphs which to me seemed more beautiful or more important. Then I published the story even in the original language, translating the summary and instead bringing those paragraphs just like R. Kipling wrote them. Read them! Read and understand Kipling on the original texts is wonderful! And it's also a great way to learn English.

At the end of this article I have listed a nice video, which lasts about 24 ', produced by Chuck Jones, who sees among the performers also Orson Welles, narrator, and voice actor also voices of Nag and Chuchundra.

Rikki moving house.

At the hole where he went in Red-Eye called to Wrinkle-Skin. Hear what little Red-Eye saith: ``Nag, come up and dance with death!''

Eye to eye and head to head, (Keep the measure, Nag.) This shall end when one is dead; (At thy pleasure, Nag.) Turn for turn and twist for twist- (Run and hide thee, Nag.) Hah! The hooded Death has missed! (Woe betide thee, Nag!)

rikki4This is the story of the great war that Rikki-tikki-tavi fought single-handed, through the bath-rooms of the big bungalow in Segowlee cantonment. Darzee, the tailor-bird, helped him, and Chuchundra, the musk-rat, who never comes out into the middle of the floor, but always creeps round by the wall, gave him advice; but Rikki-tikki did the real fighting.

Rikki Tikki Tavi was a very nice young mongoose, named for its distinctive war cry - Riktiktikkitikkitehk! - When sneaking through the tall grass. One day  Rikki Tikki (so d 'now on we will call it), swept away from his den - where he lived with his father and mother - in a downpour of summer, and ended up passed out in the ditch semiaffogato an Indian bungalow inhabited by whites .

When he revived, he was lying in the hot sun on the middle of a garden path, very draggled indeed, and a small boy was saying: ``Here's a dead mongoose. Let's have a funeral.''

``No,'' said his mother; ``let's take him in and dry him. Perhaps he isn't really dead.''

They took him into the house, and a big man picked him up between his finger and thumb, and said he was not dead but half choked; so they wrapped him in cotton-wool, and warmed him, and he opened his eyes and sneezed.

``Now,'' said the big man (he was an Englishman who had just moved into the bungalow); ``don't frighten him, and we'll see what he'll do.''

 The explorations of Rikki.

 rikki3It is the hardest thing in the world to frighten a mongoose, because he is eaten up from nose to tail with curiosity. The motto of all the mongoose family is ``Run and find out''; and Rikki-tikki was a true mongoose. He looked at the cotton-wool, decided that it was not good to eat, ran all around the table, sat up and put his fur in order, scratched himself, and jumped on the small boy's shoulder.

``Don't be frightened, Teddy,'' said his father. ``That's his way of making friends.''

``Ouch! He's tickling under my chin,'' said Teddy.

Rikki Tikki pleased Teddy and his parents, and he soon became the mascot of the house, but also the house and its owners were very popular in Rikki Tikki, who immediately decided not to go away, because there were more things in the house to discover of how many his family could find out in a lifetime.  He spent the whole day wandering around the house, experimenting, observing, while having fun and enjoying the hosts, in a swirl of fun and cheerful situations, and sometimes even dangerous (... almost he drowned herself in the bath , and he scalded his nose looking too closely at the lit cigar of big man, etc).

Teddy's mother and father came in, the last thing, to look at their boy, and Rikki-tikki was awake on the pillow. ``I don't like that,'' said Teddy's mother; ``he may bite the child.'' ``He'll do no such thing,'' said the father. ``Teddy's safer with that little beast than if he had a bloodhound to watch him. If a snake came into the nursery now --- ''

But Teddy's mother wouldn't think of anything so awful.

Rikki Tikki, well educated by her mother who had lived in the house of General,  in Segowlee, was brilliantly realizing his dream of becoming a domestic mongoose, to have so many rooms where you can run around, and a large and beautiful garden, with lots of interesting people from know. In fact, running up and down the garden, he heard plaintive voices that came out of a bush of thorns

It was Darzee, the tailor-bird, and his wife. They had made a beautiful nest by pulling two big leaves together and stitching them up the edges with fibres, and had filled the hollow with cotton and downy fluff. The nest swayed to and fro, as they sat on the rim and cried.

``What is the matter?'' asked Rikki-tikki.

``We are very miserable,'' said Darzee. ``One of our babies fell out of the nest yesterday, and Nag ate him.''

``H'm!'' said Rikki-tikki, ``that is very sad --- but I am a stranger here. Who is Nag?''

Rikki meets Nag and Nagaina.

rikki-cobraDarzee and his wife only cowered down in the nest without answering, for from the thick grass at the foot of the bush there came a low hiss --- a horrid cold sound that made Rikki-tikki jump back two clear feet. Then inch by inch out of the grass rose up the head and spread hood of Nag, the big black cobra, and he was five feet long from tongue to tail. When he had lifted one-third of himself clear of the ground, he stayed balancing to and fro exactly as a dandelion-tuft balances in the wind, and he looked at Rikki-tikki with the wicked snake's eyes that never change their expression, whatever the snake may be thinking of.

``Who is Nag?'' said he. ''I am Nag. The great god Brahm put his mark upon all our people when the first cobra spread his hood to keep the sun off Brahm as he slept. Look, and be afraid!''

He spread out his hood more than ever, and Rikki-tikki saw the spectacle-mark on the back of it that looks exactly like the eye part of a hook-and-eye fastening. He was afraid for the minute; but it is impossible for a mongoose to stay frightened for any length of time, and though Rikki-tikki had never met a live cobra before, his mother had fed him on dead ones, and he knew that all a grown mongoose's business in life was to fight and eat snakes. Nag knew that too, and at the bottom of his cold heart he was afraid.

``Well,'' said Rikki-tikki, and his tail began to fluff up again, ``marks or no marks, do you think it is right for you to eat fledglings out of a nest?''

Just for a moment Rikki Tikki  was afraid, but then prevailed the instinct of his race, which is to hunt for snakes and to devour them. Even Nag knew it, and the bottom of his cold heart he was afraid. And while Nagaina, his wicked wife,  creeping quietly behind Rikki Tikki to attack by surprise, Nag tried to distract Rikki with conciliatory phrases.

``Let us talk,'' he said. ``You eat eggs. Why should not I eat birds?''

``Behind you! Look behind you!'' sang Darzee.

Rikki-tikki knew better than to waste time in staring. He jumped up in the air as high as he could go, and just under him whizzed by the head of Nagaina, Nag's wicked wife. She had crept up behind him as he was talking, to make an end of him; and he heard her savage hiss as the stroke missed. He came down almost across her back, and if he had been an old mongoose he would have know that then was the time to break her back with one bite; but he was afraid of the terrible lashing return-stroke of the cobra. He bit, indeed, but did not bite long enough, and he jumped clear of the whisking tail, leaving Nagaina torn and angry.

Rikki Tikki was very angry and  was ready to fight back, but Nagaina, after threatening Darzee, along with Nag disappeared behind the tall grass.

After Rikki Tikki reflected long. What had happened had now become a serious business for him in narrow terms, victory was only a matter of quickness of eye and legs - the burst of the cobra against the leap of mongoose. But if you wanted to save Teddy - which he was extremely fond of - and his parents, consequently he needed a strategy. He  would have thought, but for the moment, happy and confident to have dodged a blow from behind, waited Teddy running down the avenue to caress him.

 Rikki kills Karait.

But just as Teddy was stooping, something flinched a little in the dust, and a tiny voice said: ``Be careful. I am death!'' It was Karait, the dusty brown snakeling that lies for choice on the dusty earth; and his bite is as dangerous as the cobra's. But he is so small that nobody thinks of him, and so he does the more harm to people.

Rikki Tikki faced in style - red eyes, and step characteristic rocking and swinging, but balanced and multidirectional - this sudden challenge, particularly dangerous because Karait, being small, can turn quickly and can deliver the coup de tail.

Karait struck out. Rikki jumped sideways and tried to run in, but the wicked little dusty gray head lashed within a fraction of his shoulder, and he had to jump over the body, and the head followed his heels close.

Teddy shouted to the house: ``Oh, look here! Our mongoose is killing a snake''; and Rikki-tikki heard a scream from Teddy's mother. His father ran out with a stick, but by the time he came up, Karait had lunged out once too far, and Rikki-tikki- had sprung, jumped on the snake's back, dropped his head far between his fore-legs, bitten as high up the back as he could get hold, and rolled away. That bite paralysed Karait, and Rikki-tikki was just going to eat him up from the tail, after the custom of his family at dinner, when he remembered that a full meal makes a slow mongoose, and if wanted all his strength and quickness ready, he must keep himself thin.

That night at dinner, he began to apply its strategy: he is not filled with delicacies, but failed to availability, but he remembered Nag and Nagaina, and threw a few times his long war cry: "Rikkitikkrtikkitikki thk!"

Rikki goes hunting for news.

RikkiVerandaTeddy carried him to bed, but Rikki Tikki, as soon as Teddy was asleep, went out to do his rounds at night around the house, and found Chuchundra, the muskrat, a very cowardly and fearful beast, whimpering all night. The strategy of Rikki Tikki was impeccable: he needed news, that tried to get from the hesitant and whining Chuchundra. Alerted by Chuchundra, Rikki Tikki heard a slight noise, similar to rubbing deaf of the scales of a snake on the bricks, and he realized that he could be or Nag or Nagaina. Then, very quickly, after making sure that all was quiet in the room of Teddy and in the rest of the house, went into the bathroom and he went down the smooth wall plastered with lime where a brick had been taken to open a drain to the bath water, he crept along the wall where rested prominence in the tub, and he heard Nag and Nagaina whispering outside in the moonlight.

``When the house is emptied of people,'' said Nagaina to her husband, ``he will have to go away, and then the garden will be our own again. Go in quietly, and remember that the big man who killed Karait is the first one to bite. Then come out and tell me, and we will hunt for Rikki-tikki together.''

``But are you sure that there is anything to be gained by killing the people?'' said Nag.

``Everything. When there were no people in the bungalow, did we have any mongoose in the garden? So long as the bungalow is empty, we are king and queen of the garden; and remember that as soon as our eggs in the melon-bed hatch (as they may to-morrow), our children will need room and quiet.''

``I had not thought of that,'' said Nag. ``I will go, but there is no need that we should hunt for Rikki-tikki afterward. I will kill the big man and his wife, and the child if I can, and come away quietly. The the bungalow will be empty, and Rikki-tikki will go.''

Rikki kills Naig.

While Rikki Tikki still trembled from head to foot for rage and indignation at hearing those words, he saw the head of Nag emerge from the duct, and then the five feet in length of its body that followed. Nag coiled himself up, raised his head, and looked into the bath-room in the dark, and Rikki could see his eyes glitter.

Nag drank in the big jug that was used to fill the tub, and then rolled himself around, and R. T. heard him say that he would be there in a cool place until the morning waiting for the father of Teddy, with the purpose to kill him while taking a bath unarmed. Rikki Tikki, who was hidden and motionless as a corpse, after an hour he began to move very slowly toward Nag, who meanwhile had fallen asleep. He considered the various possible types of attacks, and in the end he decided.

``It must be the head,'' he said at last; ``the head above the hood; and when I am once there, I must not let go.''

Rikki-AttaccaNagThen he jumped. The head was lying a little clear of the water-jar, under the curve of it; and, as his teeth met, Rikki braced his back against the bulge of the red earthenware to hold down the head. This gave him just one second's purchase, and he made the most of it. Then he was battered to and fro as a rat is shaken by a dog -- to and fro on the floor, up and down, and round in great circles; but his eyes were red, and he held on as the body cart-whipped over the floor, upsetting the tin dipper and the soap-dish and the flesh-brush, and banged against the tin side of the bath.

As he held he closed his jaws tighter and tighter, for he made sure he would be banged to death, and, for the honour of his family, he preferred to be found with his teeth locked. He was dizzy, aching, and felt shaken to pieces when something went off like a thunderclap just behind him; a hot wind knocked him senseless, and red fire singed his fur. The big man had been wakened by the noise, and had fired both barrels of a shot-gun into Nag just behind the hood.

Rikki destroys Nagaina's eggs.

Without waiting for breakfast, Rikki Tikki ran to the bush of thorns: absolutely had to immediately know from Darzee where they were eggs and where he was at that moment Nagaina.

The news of the death of Nag had spread all over the garden, and Darzee sang a hymn of triumph in honor of Rikki Tikki, who repeatedly tried to interrupt him and tried to receive those vital news. But Darzee continued undaunted to sing: resembled very much like a man in some things.

Then Rikki Tikki threatened Darzee much heavily, and so he was able to know that Nagaina had hidden the eggs into poponaia, in the end of the wall where the sun strikes nearly all day. Then Rikki Tikki devised quickly its strategy of attack, and said, "Darzee, if you have a grain of judgment then you should fly to the stables and pretend to have a broken wing and let Nagaina chase from to this bush. I must go to poponaia and if she comes now, she could see me."

Thinking that his children were born from eggs, Darzee decided not to execute the request for Rikki, but his wife was a sensible bird, and she knew that cobra's eggs become later small cobras. She flew away from the nest, and fluttered in front of Nagaina near at the pile of garbage crying: "Oh! my wing is broken! The boy of the house I pulled a rock and gave it to me broken."

darzeewife-nagainaNagaina lifted up her head and hissed, ``You warned Rikki-tikki when I would have killed him. Indeed and truly, you've chosed a bad place to be lame in.'' And she moved toward Darzee's wife, slipping along over the dust.

``The boy broke it with a stone! shrieked Darzee's wife.

``Well! It may be some consolation to you when you're dead to know that I shall settle accounts with the boy. My husband lies on the rubbish-heap this morning, but before the night the boy in the house will lie very still. What is the use of running away? I am sure to catch you. Little fool, look at me!''

Darzee's wife knew better than to do that, for a bird who looks at a snake's eyes gets so frightened that she cannot move. Darzee's wife fluttered on, piping sorrowfully, and never leaving the ground, and Nagaina quickened her pace.

After making sure that they took the avenue of the stables, Rikki Tikki raced down the poponaia near the end of the wall, and there he found twenty-five eggs very cleverly hidden. He had almost destroyed all the eggs, when he heard his wife screaming that unfortunately Darzee Nagaina had direct to the porch and threatened to kill the owners of the house. Then Rikki Tikki crushed two of the three remaining eggs, and ran like lightning with the third egg in his mouth to the porch, where he saw Nagaina curled up on the mat at Teddy's chair, just a shot of the bare leg of the boy, who was rocking back and forth singing a song of triumph.

 Nagaina attacks.

``Son of the big man that killed Nag,'' she hissed, ``stay still. I am not ready yet. Wait a little. Keep very still, all you three. If you move I strike, and if you do not move I strike. Oh, foolish people, who killed my Nag!''

Teddy's eyes were fixed on his father, and all his father could do was to whisper, ``Sit still, Teddy. You mustn't move. Teddy, keep still.''

Then Rikki-tikki came up and cried: ``Turn round Nagaina; turn and fight!''

``All in good time,'' said she, without moving her eyes. ``I will settle my account with you presently. Look at your friends, Rikki-tikki. They are still and white; they are afraid. They dare not move, and if you come a step nearer I strike.''

``Look at your eggs,'' said Rikki-tikki, ``in the melon-bed near the wall. Go and look, Nagaina.''

The big snake turned half round, and saw the egg on the verandah. ``Ah-h! Give it to me,'' she said.

rikki-uovoRikki-tikki put his paws one on each side of the egg, and his eyes were blood-red. ``What price for a snake's egg? For a young cobra? For a young king-cobra? For the last -- the very last of the brood? The ants are eating all the others down by the melon-bed.''

Nagaina spun clear round, forgetting everything for the sake of the one egg; and Rikki-tikki saw Teddy's father shoot out a big hand, catch Teddy by the shoulder, and drag him across the little table with the teacups, safe and out of reach of Nagaina.

Rikki Tikki then began to taunt Nagaina, for having let slip the boy, and also tried to make her go crazy and fiaccarla in moral shouting in his face that he had been the 'killer Nag, and like' had killed.

Rikki-tikki-tchk-tchk! Come then, Nagaina, Come and fight with me. You shall not be a widow long.''

Nagaina saw that she had lost her chance of killing Teddy, and the egg lay between Rikki-tikki's paws. ``Give me the egg, Rikki-tikki. Give me the last of my eggs, and I will go away and never come back,'' she said, lowering her hood.

Rikki kills Nagaina.

``Yes, you will go away, and you will never come back; for you will go to the rubbish-heap with Nag. Fight, widow! The big man has gone for his gun! Fight!''

The deadly struggle began. Rikki Tikki turned around Nagaina, tenendoi just out of reach of his enthusiasm, his little eyes like hot coals. Many times Nagaina gathered about herself and threw herself at him, and every time Rikki Tikk dodged the fatal blow. But Rikki had forgotten the u or v, who was still on the veranda, and Nagaina closer and closer to it, until she took him in her mouth, turned to the veranda steps, and flew like an arrow down the path, with Rikki-tikki behind her. Rikki Tikki knew he had to capture it, or all of the problems would be restarted. The wife of Darzee flew away from her nest as Nagaina passed, and flapped his wings on his head. That 'moment of delay allowed Rikki Tikki to reach it, and as he slipped the mouse hole, where she and Nag had made their lair, his white teeth clenched on the tail of Nagaina. Rikki did not give up, and he was dragged down the slope of dark damp earth and warm.

Then the grass by the mouth of the hole stopped waving, and Darzee said: ``It is all over with Rikki-tikki! We must sing his death song. Valiant Rikki-tikki is dead! For Nagaina will surely kill him underground.''

So he sang a very mournful song that he made up on the spur of the minute, and just as he got to the most touching part the grass quivered again, and Rikki-tikki, covered with dirt, dragged himself out of the hole leg by leg, licking his whiskers. Darzee stopped with a little shout. Rikki-tikki shook some of the dust out of his fur and sneezed. ``It is all over,'' he said. ``The widow will never come out again.'' And the red ants that live between the grass stems heard him, and began to troop down one after another to see if he had spoken the truth.

Rikki Tikki curled up on the grass and slept where he was, and slept for a long time. Rikki Tikki when he reached home, Teddy and his mother and his father went to meet him, they made him a great feast and almost wept over him.

Dinner that evening was a great dinner for Rikki, who then went to sleep with Teddy. Late at night the father and mother of Teddy went to his room.

``He saved our lives and Teddy's life,'' she said to her husband. ``Just think,  he saved all our lives!''

Rikki-tikki woke up with a jump, for all the mongooses are light sleepers.

``Oh, it's you,'' said he. ``What are you bothering for? All the cobras are dead; and if they weren't, I'm here.''

Rikki-tikki had a right to be proud of himself; but he did not grow too proud, and he kept that garden as a mongoose should keep it, with tooth and jump and spring and bit, till never a cobra dared show its head inside the walls.

Darzee's Chaunt.

(Sung in honour of Rikki-tikki-tavi)

 Singer and tailor am I -- Doubled the joys that I know -- Proud of my lilt through the sky, Proud of the house that I sew -- Over and under, so weave I my music -- so weave I the house that I sew.

Sing to your fledglings again, Mother, oh lift up your head! Evil that plagued us is slain, Death in the garden lies dead. Terror that hid in the roses is impotent -- flung on the dung-hill and dead!

Who hath delivered us, who? Tell me his nest and his name. Rikki, the valiant, the true, Tikki, with eyeballs of flame, Rik-tikki-tikki, the ivory-fanged, the hunger with eye- balls of flame.

Give him the Thanks of the birds, Bowing with tail-feathers spread! Praise him with nightingale-words -- Nay, I will praise him instead. Hear! I will sing you the praise of the bottle-tailed Rikki, with eyeballs of red!

(Here Rikki-tikki interrupted, and the rest of the song is lost.)

A final comment, and a council.

Rikki Tikki fight to the death before Karait with small but dangerous, then with Nag, huge and strong, and finally with the wicked and fearsome Nagaina,  and always wins.

Kipling describes with great precision and mastery of the strategy to fight the small mongoose against stronger opponents and older than her, and explicitly tells us that "the victory was only a matter of quickness of eye and legs - the burst of the cobra against the jump the mongoose. "

But Rikki also wins for other factors, less explicit but present throughout the story, namely, the tactical strategic Rikki, his intelligence, information gathering and knowledge of the terrain, the decision, the stubbornness, the 'pride of her race, the teachings received, his loyalty and his love andattachment to the hosts, the bungalow (which he considers his second home), and especially Teddy. Rikki Tikki acts and thinks like a man, and often better, acts and thinks like a man brave but not foolhardy, which faces the fight although sometimes fear, which relies on its intelligence and never despairs.

If I compare this natural history, beautiful and believable to the amazing and unreal stories propinateci from fiction and cinema of today, honestly propose again to my grandchildren these stories in my time, much more beautiful and education and training.

In this summary, I have a lot of space reserved to the original text, for obvious reasons, the rest, I did my best. Aware, however, of the 'inadequacy of my effort than what the story is worth, I apologize to the readers, pointing to fine this nice video: RIKKI TIKKI TAVI.

Rikki Tikki Tavi: un riassunto.

Premessa per i miei nipoti.

220px-Rikki-Tikki-Tavi

Carissimi Ale, Giorgia e Giulia; carissima Amalia. “Rikki Tikki Tavi” e' un racconto di avventura di Rudyard Kipling (Bombay, 1865 – Londra, 1936). Pubblicato nel novembre 1893 sulle  riviste “Pall Mall Magazine” e “St Nicholas Magazine”, è stato  ristampato l'anno successivo nella raccolta “Il Libro Della Giungla”.

Con entusiasmo da ragazzo lessi  “Rikki TikkiTavi “,  oggi con altrettanto entusiasmo  lo ho riletto nella traduzione italiana e nel testo originale.

Siccome il racconto “Rikki Tikki Tavi” è troppo lungo per un blog,  ne ho fatto un riassunto in italiano, appunto questo “Rikki Tikki Tavi: un riassunto”, riportando però integralmente quei paragrafi che a me sono sembrati più belli o più importanti. Poi ho pubblicato il racconto anche nella lingua originale ("Rikki Tikki Tavi: a summary”), traducendo il riassunto e riportando invece quei paragrafi proprio come R. Kipling li ha scritti.

Leggeteli entrambi!  Leggere e capire Kipling sui testi originali è meraviglioso! Ed è anche un ottimo sistema per imparare l’ inglese.

In fondo a questo articolo ho riportato un bel video, della durata di circa 24 ‘, realizzato da Chuck Jones, che vede tra gli interpreti anche Orson Welles, narratore , e anche doppiatore delle voci di Nag e Chuchundra.

Di seguito, il testo colorato in blé è originale, l' altro indica il riassunto.

 Rikki cambia casa.

rikki4Questa è la storia della grande guerra che Rikki Tikki Tavi combatté da solo, nella stanza da bagno del grande bungalow nell'accantonamento di Segowlee. Darzee,  l'uccello-sarto,  lo aiutò, e Chuchundra, il Topo Muschiato, che mai si spinge nel mezzo del pavimento, ma striscia sempre lungo la parete, gli dette qualche consiglio;  ma fu Rikki Tikki Tavi a sostenere la vera battaglia.  Rikki Tikki Tavi era una simpaticissima giovane mangusta, chiamata così per il suo caratteristico grido di guerra - Riktiktikkitikkitehk! - quando sgattaiolava attraverso l'erba alta. Un giorno Rikki Tikki( così d’ ora in poi lo chiameremo), spazzato via dalla sua tana - dove viveva con il padre e la madre – da un acquazzone di piena estate,  finì svenuto e semiaffogato nel fosso di un bungalow indiano abitato da bianchi. 

Quando si riebbe, si trovò disteso al sole caldo, tutto sporco di fango in mezzo al viale di un giardino, e udì un ragazzetto che diceva: " C'è una mangusta morta. Facciamole il funerale." "No - disse sua madre - portiamola dentro ad asciugare. Forse non è proprio morta."

Lo portarono a casa e un omone lo prese delicatamente fra l'indice e il pollice e disse che non era morto ma mezzo soffocato. Allora lo avvolsero nella bambagia e lo riscaldarono finché aprì gli occhi e starnutì. "Ora - disse l'omone, ( era un inglese stabilitosi proprio allora nel bungalow) - non lo spaventate, e vedremo  cosa farà."

 Le esplorazioni di Rikki.

rikki3Spaventare una mangusta è la cosa più difficile di questo mondo, perché è divorata dalla curiosità dalla testa alla coda. Il motto di tutte le manguste è:  "Corri e scopri"; e Rikki Tikki era una vera mangusta. Osservò la bambagia, e capì che non era roba da mangiare; corse tutto intorno alla tavola, sedette, si lisciò il pelo, si grattò e saltò sulle spalle del ragazzo. "Non aver paura, Teddy - disse suo padre - E' il suo modo di fare amicizia. " Ohi! Mi fa il solletico sotto il mento", disse Teddy.

 Rikki Tikki piacque, e divenne  subito la mascotte della casa; ma anche la casa ed i suoi padroni piacquero molto  a Rikki Tikki, che subito decise di non andar via, perché vi erano in quella  casa più cose da scoprire di  quante  tutta la sua  famiglia avrebbe potuto scoprire in una intera vita.

Passò l'intero giorno a girare per la casa, sperimentando, osservando, divertendosi e divertendo i padroni di casa, in una girandola scoppiettante e festosa di situazioni tanto divertenti quanto buffe, ed a volte anche pericolose (… quasi  si annegò nelle vasche da bagno;   si scottò il naso guardando troppo da vicino il  sigaro acceso dell'omone; ecc,).

Il padre e la madre  di Teddy vennero,  per ultima cosa,  a guardare il loro ragazzo, e trovarono Rikki Tikki sveglio sul guanciale. “Questo non mi piace”, disse preoccupata la mamma di Teddy; “ può mordere il ragazzo.” “Non farà mai una cosa simile,” rispose il padre. ”Teddy è più sicuro con quella bestiolina accanto che se avesse un cane da guardia. Se un serpente entrasse nella camera ora...”  Ma la madre di Teddy non voleva nemmeno pensare a una cosa così terribile.

Rikki Tikki, ben educata dalla mamma che era vissuta nella casa del Generale,  a Segowlee, stava brillantemente realizzando il suo sogno di  diventare una mangusta domestica,  e di avere tante stanze dove poter scorazzare, ed un grande e bellissimo giardino, con tanti abitanti interessanti da conoscere . Infatti, correndo  su e giù per il giardino, udì delle voci lamentevoli che uscivano da un cespuglio di spini.

Erano Darzee, l'uccello sarto, e sua moglie. Avevano costruito un bellissimo nido,  riunendo due grosse foglie e cucendone insieme gli orli con delle fibre, e avevano riempito la cavità di cotone e di peluria morbida. Il nido oscillava avanti e indietro, mentre essi,  appollaiati sull'orlo,  si lamentavano.

“Che cosa c’ è?”,  domandò Rikki Tikki.

“Siamo tanto infelici,” rispose Darzee.  “Uno dei nostri piccini è caduto ieri dal nido, e Nag l' ha mangiato.”

“ Uhm!”  fece  Rikki Tikki, “questa è una cosa molto triste -  ma lo sono un forestiero qui. Chi è Nag? “

Rikki incontra Nag e Nagaina.

rikki-cobraDarzee e sua moglie si rannicchiarono giù nel  nido senza rispondere, perché dall'erba folta, ai piedi del cespuglio, veniva un sibilo lieve - un terribile suono da gelare il sangue, che fece fare un balzo indietro di due buoni piedi a Rikki Tikki. Allora, centimetro per centimetro, spuntò dall'erba la testa col cappuccio aperto di Nag, il grosso cobra nero lungo cinque piedi dalla lingua alla coda. Quando si fu rizzato per un terzo da terra, rimase a dondolarsi avanti e indietro proprio come un ciuffo di soffioni oscilla al vento, e guardò Rikki Tikki con gli occhi cattivi del serpente che non mutano mai espressione, qualunque cosa esso pensi. “Chi è Nag?”  egli ripeté. “Sono io Nag. Il grande Brahma impresse il suo segno su tutta la nostra razza,  quando il primo cobra aprì il cappuccio per riparare dal sole Brahma, che dormiva. Guarda, e trema!”

 Rikki Tikki solo per un momento  ebbe paura, ma poi prevalse l’ istinto della sua razza, che consiste nel dar la caccia ai serpenti e nel divorarli. Anche Nag lo sapeva, e in fondo al suo cuore di ghiaccio  ebbe paura.  E  mentre la sua perfida moglie, Nagaina, strisciava  silenziosamente dietro Rikki Tikki per attaccarlo di sorpresa alle spalle, Nag cercò di distrarre Rikki con frasi concilianti.

  “Discorriamo,” disse.  “Tu mangi le uova. Perché non dovrei io divorare gli uccellini?” “ Dietro a te! Guardati dietro!”,  cantò Darzee. Rikki Tikki capì che non c'era da perder tempo a guardare indietro. Spiccò un salto in aria, più in alto che poté, e proprio sotto di lui guizzò, ronzando, la testa di Nagaina,  la perfida moglie di Nag.

Essa si era avvicinata strisciando dietro di lui mentre egli parlava, per finirlo;  ed egli udì il suo sibilo di rabbia per il colpo fallito.  Egli ricadde quasi sulla schiena di Nagaina, e se fosse stato una vecchia mangusta, avrebbe capito che quello era il momento di spezzarle la schiena con un morso solo; ma ebbe paura della terribile sferzata che vibra il cobra all'indietro. Veramente dette un morso, ma non fu  abbastanza lungo e con un salto si mise in salvo dalla coda che sferzava, lasciando Nagaina ferita e furiosa. 

Rikki Tikki si arrabbiò moltissimo, ed era pronto a contrattaccare, ma Nag, dopo aver minacciato Darzee, scomparve  assieme a Nagaina dietro l'erba alta.

Cessato il pericolo,  Rikki Tikki riflettè a lungo. Quanto era successo, era diventato ormai un affare serio per lui: in termini stretti,  la vittoria era solo questione di sveltezza di occhio e di gambe - la sferzata del cobra contro il salto della mangusta.  Ma se voleva salvare Teddy – cui si era oltremodo affezionato - ed i suoi genitori, occorreva anche una strategia. Ci avrebbe pensato, ma per il momento, contento e fiducioso di aver schivato un colpo da dietro, aspettò Teddy che correva giù per il viale per carezzarlo.

 Rikki ammazza Karait.

Ma proprio mentre Teddy si chinava, qualche cosa si contorse lievemente nella polvere, e una vocetta disse: “Bada. Io sono la morte!” Era Karait,  il serpentello bruno color sabbia che sta di preferenza in mezzo alla polvere;  il suo morso è pericoloso quanto quello del cobra, ma Karait è così piccolo che nessuno bada a lui,  e per questo è tanto più nocivo.

Rikki Tikki affrontò in perfetto stile – occhi rossi, e passo caratteristico dondolante e oscillante, ma equilibrato e multidirezionale  - questa improvvisa sfida, particolarmente pericolosa perché Karait, essendo piccolo, può girarsi rapidamente e può sferrare il colpo di coda.

Karait scattò avanti. Rikki Tikki balzò di fianco, poi cercò di corrergli sopra,  ma la perfida testolina grigia di  polvere fischiò ad un capello di distanza dalla sua spalla,  ed egli dovette saltare sopra il corpo del serpente, che gli schizzò dietro.

Teddy gridò verso la casa: ”Oh, guardate! La nostra mangusta sta ammazzando un serpente”; e Rikki Tikki udì la madre di Teddy gettare un grido. Il padre si precipitò fuori armato di un bastone, ma quando arrivò,  Karait aveva per una volta sbagliato la misura ricadendo troppo lontano e Rikki Tikki era scattato e saltato sul dorso del serpente, aveva affondato il muso fra le zampe davanti, addentato il dorso più su che aveva potuto ed era ruzzolato via. Il morso aveva paralizzato Karait, e Rikki Tikki stava per divorarselo, cominciando dalla coda, per pranzo, come era costume nella sua famiglia, quando si ricordò che un pasto troppo abbondante rende pigra e lenta una mangusta, e che se egli voleva aver pronta la sua forza e la sua sveltezza, doveva mantenersi leggero.

 Quella sera, a pranzo, iniziò ad applicare la sua strategia: non si rimpinzò di ghiottonerie, pur avendone la disponibilità; ma si ricordò di Nag e di Nagaina, e  lanciò alcune volte  il suo lungo grido di guerra: “Rikkitikkrtikkitikki thk!”

Rikki va a caccia di notizie.

RikkiVerandaTeddy lo portò a letto, ma  Rikki Tikki, non appena Teddy si fu addormentato,  uscì per fare la sua ronda di notte intorno alla casa,  e incontrò Chuchundra, il topo muschiato, una bestiolina molto vile e paurosa, che piagnucola e squittisce tutta la notte.

La strategia di Rikki Tikki fu ineccepibile: aveva bisogno di notizie, e cercò di ottenerle dall’ esitante e piagnucoloso  Chuchundra (n.d.a. il video, con  Orson Wells che doppia sia la voce di  Rikki Tikki che quella di Chuchundra, è in questo punto semplicemente stupendo.)

Rikki Tikki, messo in allerta da Chuchundra,  sentì un lievissimo fruscio, simile allo strofinio sordo delle squame di un serpente sui mattoni, ed intuì che poteva essere o Nag o Nagaina.  Allora, dopo essersi accertato molto velocemente che tutto era  tranquillo nella stanza di Teddy, e in quella dei  genitori e nel resto della casa, tornò nella stanza da bagno, andò in fondo alla parete liscia intonacata di calce dove era stato tolto un mattone per aprire uno scarico all'acqua del bagno, si insinuò lungo il risalto in muratura dove poggiava la vasca, e udì Nag e Nagaina che bisbigliavano fuori al chiaro di luna.

“Quando non ci sarà più gente nella casa,” diceva Nagaina al marito, “egli dovrà andarsene, e allora il giardino sarà di nuovo tutto nostro. Entra pian pianino, e ricordati che l'omone che ha ammazzato Karait va morsicato per  primo. Poi vieni a riferirmelo,  e daremo la caccia insieme a Rikki Tikki.”

“Ma sei sicura che ci si guadagnerà qualche cosa ad uccidere la gente?” chiese Nag.

“Tutto.  Quando non c'era gente nel bungalow, avevamo forse delle manguste nel giardino? Finché il bungalow è disabitato, noi siamo il re e la regina del giardino;  e ricordati che appena le nostre uova nella poponaia si schiuderanno, e può darsi domani stesso,  i nostri piccini avranno bisogno di spazio e di quiete.”

“Non ci avevo pensato,” disse Nag. “Andrò, ma non ci sarà bisogno di dar la caccia a Rikki Tikki dopo. Io ucciderò l'omone, e sua moglie e il ragazzo se posso, poi scapperò pian pianino. Allora il bungalow resterà disabitato,  e Rikki Tikki se ne andrà.”

 Rikki ammazza Naig.

Rikki-AttaccaNagRikki Tikki, mentre ancora  fremeva  da capo a piedi di rabbia e di sdegno all'udir quelle parole, vide la testa di Nag sbucare dal condotto, e i cinque piedi di lunghezza del suo corpo che la seguivano. Nag si attorcigliò, alzò la testa, e guardò dentro la stanza da bagno al buio, e Rikki Tikki vide luccicare i suoi occhi.

Nag  bevve nella grossa brocca che serviva per riempire la vasca, e poi le si arrotolò attorno, spira a spira; Rikki Tikki, che se ne stava nascosto ed immobile come un morto,  lo sentì dire che avrebbe aspettato lì al fresco fino al mattino il  padre di Teddy, con l’ intenzione di ucciderlo, disarmato, durante il bagno. Rikki Tikki dopo un'ora cominciò a muoversi molto lentamente verso Nag,  che intanto  si era addormentato. Valutò i vari possibili tipi di attacchi, ed alla fine decise.

“Bisogna che lo addenti alla testa,” disse alfine; “alla testa,  sopra il cappuccio; e una volta afferratolo , non debbo più  lasciarlo andare.”

Allora spiccò il salto'. La testa del serpente sporgeva un po' sotto la curva della brocca e appena strinse i denti,  Rikki Tikki puntò la schiena contro la pancia della brocca di coccio rosso per mantenere ben ferma la testa del serpente. Ciò  gli dette appena un secondo di vantaggio, di cui seppe trarre il miglior partito. Poi fu sbatacchiato qua e là come un sorcio in bocca a un cane -  qua e là per il pavimento, su e giù tutto intorno, in larghi cerchi,  ma i suoi occhi erano rossi, e mantenne la presa, mentre il suo corpo frustava il pavimento e rovesciava il secchiello di stagno, il piattino del sapone, lo spazzolino e, sbattendovi contro, faceva risuonare la parete metallica della vasca. Intanto egli serrava sempre più le mascelle, perché era ormai sicuro di essere sbatacchiato a morte, e,  per l'onore della sua famiglia,  preferiva essere trovato coi denti stretti sulla preda. Aveva le vertigini e si sentiva tutto indolenzitogli,  gli pareva di essere stato ormai fatto a pezzi, quando qualche cosa, proprio dietro di lui,  esplose col rumore di un fulmine; un soffio caldo lo investì facendogli perdere i sensi e una vampata rossa gli abbruciacchiò il pelo. L'omone era stato svegliato dal fracasso e aveva scaricato tutte e due le canne del suo fucile da caccia addosso a Nag proprio sotto il cappuccio.

 Rikki Tikki, ancora mezzo morto, sentì il padre di Teddy che diceva: “E' di nuovo la mangusta, Alice;  questa volta la bestiolina ha salvato la nostra vita.” Poi Rikki Tikki si trascinò nella camera di Teddy.

Quando si fece giorno, Rikki Tikki sapeva esattamente cosa doveva fare: bisognava distruggere le uova e doveva chiudere  i conti  con Nagaina.

 Rikki distrugge le uova.

Senza aspettare la colazione, Rikki Tikki corse al cespuglio di spini: doveva assolutamente subito sapere  da Darzee dove stavano le uova e dove si trovava in quel momento Nagaina.

La notizia della morte di Nag si era sparsa per tutto il giardino, e Darzee cantava un inno di trionfo in onore di Rikki Tikki, che più volte cercò di interromperlo per farsi dare quelle notizie vitali. Ma Darzee continuava imperterrito a cantare con quanta voce aveva: rassomigliava molto ad un uomo in certe cose. Solo al terzo tentativo,  minacciandolo  energicamente,  Rikki riuscì a sapere da Darzee che Nagaina  stava sul  mucchio delle immondizie presso le scuderie a piangere sulla carogna di Nag, buttata lì dall’ uomo delle pulizie, e che le uova invece stavano nella poponaia, alla estremità più vicina al muro dove batte il sole quasi tutto il giorno.

Allora Rikki Tikki rapidamente ideò la sua strategia di attacco, e gli disse: “Darzee, se hai un granello di giudizio dovresti volare alle scuderie e far finta di avere un'ala spezzata e lasciarti rincorrere da Nagaina verso questo cespuglio. Bisogna che io vada alla poponaia e se vi andassi ora essa mi vedrebbe.”

Pensando che anche i suoi piccoli nascevano dalle uova, Darzee non si decideva ad eseguire la richiesta di Rikki; ma sua moglie era un uccellino giudizioso,  e sapeva che le uova di cobra volevano dire dei piccoli cobra in seguito; così volò via dal nido, ed andò a svolazzare davanti a Nagaina presso il mucchio delle immondizie gridando: “Oh! la mia ala è rotta! Il ragazzo della casa mi ha tirato un sasso e me l'ha spezzata.”

darzeewife-nagainaNagaina alzò la testa e sibilò,  “Tu hai avvertito Rikki Tikki quando volevo ammazzarlo. Hai scelto proprio un brutto posto per venire a zoppicare.” E si mosse verso la moglie di Darzee, strisciando nella polvere.

“Il ragazzo me l'ha rotta con una sassata!” strillò la moglie di Darzee.

“Be potrà esserti di qualche consolazione sapere che quando sarai morta io aggiusterò i conti col ragazzo. Mio marito è steso sul mucchio delle immondizie da questa mattina, ma prima di notte il ragazzo della casa giacerà immobile anche lui. A che giova scappare? Sono sicura di acchiapparti. Sciocchina, guardami!”

La moglie di Darzee era troppo furba per far ciò, perché l'uccello che fissa gli occhi di un serpente è colto da un tale spavento, che non può più muoversi. La moglie di Darzee continuò a svolazzare terra terra pigolando tristemente, e Nagaina andò più in fretta.

Rikki Tikki, dopo essersi accertato che prendevano il viale delle scuderie,  corse in fondo alla poponaia presso il muro, e là trovò venticinque uova molto abilmente nascoste. Aveva quasi distrutto tutte le uova, quando udì la moglie di Darzee che strillava che purtroppo Nagaina si era diretta alla veranda e minacciava di uccidere i proprietari della casa.

Allora Rikki Tikki schiacciò due delle tre uova rimaste, e corse come un fulmine con il terzo uovo in bocca verso la veranda, dove vide Nagaina che, raggomitolata sulla stuoia presso la sedia di Teddy, proprio a tiro della gamba nuda del ragazzo,   si dondolava avanti e indietro cantando una canzone di trionfo.

  Nagaina attacca.

 “Figlio dell'omone che ha ucciso Nag,” sibilava, “non ti muovere.  Non sono ancora pronta. Aspetta un po. State ben fermi, tutti e tre!  Se vi muovete colpisco,  se non vi muovete colpisco. Oh, gente insensata, voi che avete ucciso il mio Nag!”

Gli occhi di Teddy erano fissi sul padre e questi non poté fare altro che mormorare: “Sta fermo, Teddy.  Non devi muoverti. Teddy, fermo.”

Allora sopraggiunse Rikki Tikki che gridò: “Voltati Nagaina; voltati e combatti!”

`` Tutto a suo tempo'', disse lei, senza muovere gli occhi. `` Aggiusterò  il mio conto con voi al momento. Guarda i tuoi amici, Rikki Tikki. Sono ancora tutti bianchi; essi  hanno paura. Essi non osano muoversi, e se tu fai un passo avanti, io colpisco.''

“Và a vedere  le tue uova” disse Rikki-tikki, “nella poponaia presso il muro. Và a vedere, Nagaina.”

Il grande serpente si volse a metà, e vide l'uovo sulla veranda. `` Ah! Dammelo!'',  esclamò.

rikki-uovoRikki Tikki  strinse l’ uovo tra le   zampe, e i suoi occhi divennero rosso-sangue. ``Che prezzo per un uovo di cobra? Per un piccolo cobra? Per un giovane re di cobra? Per l'ultimo, proprio l'ultimo della covata? Le formiche stanno divorando tutte gli  altri, là  nella poponaia.''

Nagaina si volse interamente, dimenticando tutto per la salvezza del solo uovo rimasto; e Rikki-Tikki vide il padre di Teddy tendere fulmineamente  una grossa mano, afferrare Teddy per la spalla, e trarlo in salvo attraverso il tavolinetto, sopra le  tazze da tè,  fuori dalla portata di Nagaina.

Rikki Tikki allora si mise a schernire Nagaina, per essersi lasciata sfuggire il ragazzo, ed inoltre tentava di farla andare fuori di testa e fiaccarla nel morale gridandole in faccia che lui era stato l’ uccisore di Nag, e di come l’ aveva ammazzato.

“Vieni dunque, Nagaina, Vieni a combattere con me. Non devi restare vedova a lungo.''

Nagaina vide che aveva perso la possibilità di uccidere Teddy, e che  l'uovo si trovava tra le zampe di Rikki-Tikki. `` Dammi l'uovo, Rikki Tikki. Dammi il mio ultimo uovo, e io andrò via e non tornerò mai più'', disse, abbassando il cappuccio.

 Rikki ammazza Nagaina.

`` Sì, andrai via, e non tornerai più, perché andrai sul mucchio della spazzatura con Nag. Combatti, vedova! Il grande uomo è andato a prendere il fucile! Combatti!''

La lotta mortale ebbe inizio. Rikki Tikki girava attorno a Nagaina, tenendosi appena fuori dalla portata del suo slancio; i suoi piccoli occhi  erano come carboni ardenti. Molte volte Nagaina si raccolse su se stessa e si gettò verso di lui, ed ogni volta Rikki Tikki schivò il colpo mortale. Ma Rikki aveva dimenticato l'uovo, che stava ancora sulla veranda, e Nagaina si avvicinava sempre più ad esso, fin quando lei lo prese in bocca, si voltò verso i gradini della veranda, e volò come una freccia giù per il sentiero, con Rikki Tikki-dietro di lei.

Rikki Tikki sapeva che doveva catturarla, o tutti i problemi sarebbero ricominciati.

La moglie di Darzee volò via dal suo nido mentre  Nagaina passava, e le sbatté le ali sulla testa. Quell’ istante di ritardo permise a  Rikki Tikki di raggiungerla,  e mentre infilava la buca di topo, dove essa e Nag avevano fatto il loro covo, i suoi dentini bianchi si serrarono sulla coda di Nagaina. Rikki non mollava, e fu trascinato giù per il pendio oscuro di terra umida e calda.

Poi l'erba alla imboccatura  del covo cessò di tremolare, e Darzee disse: `` È finita per Rikki Tikki! Dobbiamo cantare la sua canzone di morte. Il  valoroso  Rikki Tikki è morto! Nagaina sicuramente lo ucciderà sotto terra.''

 Epilogo.

Così intonò una canzone molto triste, che inventò lì per lì, ed era proprio giunto alla parte più commovente, quando l’ erba tremolò di nuovo, e Rikki-Tikki, coperto di terriccio, si trascinò fuori dal buco, una zamba dopo l’ altra, leccandosi i baffi. Darzee si interruppe lanciando un breve grido. Rikki Tikki scosse un poco di  polvere dalla sua pelliccia e starnutì.

`` E' tutto finito!'', disse. `` La vedova non tornerà fuori mai più … .'' E le formiche rosse che vivono tra gli steli dell'erba, lo sentirono e cominciarono a scendere giù, una dietro l’ altra, in lunga processione, per vedere se aveva detto la verità.

Rikki Tikki si raggomitolò sull’ erba e si addormentò  dove si trovava. Dormì  a lungo.

Quando Rikki Tikki giunse a casa,  Teddy, assieme al padre e alla mamma,   gli andarono incontro, gli fecero una gran festa  e quasi piansero sopra di lui. La cena di quella sera fu una gran cena per Rikki, che poi andò a dormire con Teddy. Infine, a notte tarda,  il papà e la mamma di Teddy andarono nella sua stanza.

“Ha salvato la nostra vita e quella di Teddy,” disse a suo marito. “Ma pensaci ha salvati tutti.”

Rikki Tikki si svegliò di soprassalto perché tutte le manguste hanno il sonno leggero.

“ Oh, siete voi?” disse. “Di che cosa vi preoccupate ancora?  Tutti i cobra sono morti ed anche se non lo fossero ci sono qua io.”

Rikki Tikki aveva bene il diritto di vantarsi ma non si inorgoglì troppo e continuò a  difendere il giardino come una vera mangusta: coi denti, colle zampe, coi salti e coi morsi, finché nessun cobra osò più mostrare la testa dentro quelle mura.

Commento finale, ed un consiglio.

Rikki Tikki ingaggia una lotta mortale  prima con Karait, piccolo ma pericolosissimo, poi con Nag,  enorme e fortissimo, ed infine lotta a morte con la perfida e temibilissima Nagaina, e vince sempre.

Kipling descrive con grande precisione e maestria la strategia di lotta della piccola mangusta contro gli avversari più forti e grandi di lei, ed esplicitamente ci dice che “ la vittoria era solo questione di sveltezza di occhio e di gambe - la sferzata del cobra contro il salto della mangusta.

Ma Rikki vince anche per altri fattori, che Kipling non cita esplicitamente ma che sono presenti in tutto il racconto, e cioè il tatticismo strategico di Rikki, la sua intelligenza, la scaltra e prudente  raccolta di informazioni, l’ impegno nella  conoscenza del terreno, ed ancora  la decisione, la caparbietà, l’ orgoglio della sua razza, gli insegnamenti ricevuti. Rikki Tikki   vince per la sua lealtà e il suo affetto per Teddy e per i suoi genitori,  e per l' attaccamento al bungalow,, che considera la sua nuova casa. Rikki Tikki agisce e pensa come un uomo - e a volte anche meglio! - , coraggioso ma non temerario, che cioè  affronta la lotta pur avendo a tratti paura,  che confida nella sua intelligenza e soprattutto non dispera mai.

Se paragono questa storia naturale, bellissima e credibile,  alle  mirabolanti ed irreali storie propinateci dalla narrativa e dal cinema dei nostri giorni, onestamente la scelta non si pone affatto:  le storie dei miei tempi sono molto più belle.

In questo riassunto, ho riservato molto spazio al testo originale, per ovvi motivi; per il resto, ho fatto del mio meglio, e ringrazio anticipatamente i gentili lettori che mi segnaleranno errori di traduzione.

Infine, consapevole comunque dell’ inadeguatezza del mio sforzo rispetto a ciò che la storia merita, chiedo scusa ai  lettori, segnalando per ammenda  questo bel video:  RIKKI TIKKI TAVI.

Tonicopi, il Web ed i Nipotini.

 

Salerno, giovedì 28/03/2013 h 11:05

Cari lettori, oggi voglio parlarvi di Tonicopi in perfetto stile blog, e cioè brevemente, e anche con il numero giusto di parole, a seconda del contesto: se ad esempio Tonicopi in relazione al Web (Tonicopi/Web) o Tonicopi come nonno (Tonicopi/Nipotini).

tonicopi-2Nel primo caso, Tonicopi non ha bisogno di presentazioni, perchè  è già un personaggio web, ben conosciuto da tutti quelli che come me smanettano attorno ai propri joomla-web-site (una panoramica dei miei siti personali  è questa: -> RISORSE). Se invece tu sei un lettore che navighi poco sul web, puoi avere un indizio della popolarità di Tonicopi sul web facendo clic su questo simpatico link. Dico indizio perché non è Googlefight il sistema migliore di valutazione. A riprova di questa mia affermazione, adduco un dettaglio tecnico importante: anche se sono un allievo parecchio avanti negli anni, sul Web tonicopi è il mio Prof. Mi ha risolto più problemi lui che quanti ne  avrei potuto risolvere seguendo seriosi corsi di formazione. E sono certo che ci sono centinaia di persone che la pensano come me.

tonicopi-1

Googlefight (contesa su Google) – come puoi vedere! - ti da  la possibilità (vedi a sinistra) di conoscere il risultato di contese (fights) predefinite di personaggi più o meno noti appartenenti a varie categorie; inoltre, puoi digitare 2 parole a tuo piacere nelle caselle apposite e  conoscere subito  il vincitore della contesa, che sarà quello che detiene il maggior numero di presenze su Google. Per Tonicopi, ho trovato 8.840 risultati.

Il secondo caso, Tonicopi/nipotini, è per me ancora più interessante. Tonicopi è nonno come me, come me ha dei nipotini, ed  è una persona aperta, solare, di poche ma efficaci parole. Siamo amici. Probabilmente andiamo d' accordo anzitutto perché siamo delle brave persone e dei bravi nonni, e forse  anche perché siamo diversi.

Avrei dovuto parlare più a lungo del web in generale, ma forse lo farò a parte in uno dei prossimi articoli. Per ora, in questo articolo, mi interessa sottolineare il fatto che oggi chiunque può pubblicare un articolo visualizzabile dappertutto; il fatto invece se e in che misura viene effettivamente visualizzato, bé ... quello è un altro discorso!

tonicopi-3

p.s. Caro Tonicopi, mi farebbe molto piacere avere qualche foto tua e dei tuoi nipotini, da inserire in questo articolo. ... h 18:30 grazie, sono bellissime! SONO FELICE!

h 21:16 Ed ora, egregi lettori, in diretta da ZEFERINOBLOG, per dovere di cronaca sono costretto a svelare tutta la verità su tonicopi, personaggio complesso, dalla doppia vita (viziatore di femmine Number one!, come lui stesso ammette!!); la verità prima di ogni altra cosa, ... anche prima dell' amicizia!

Tanti auguri di una Pasqua serena con tutti i tuoi cari, Toni... per quest' ultimo link, scusami, ma sono pluralista e democratico, e passo ai nostri lettori quello che tu hai spacciato a me parecchio tempo fa: tonicopi

nonnozef

“La Nuvoletta Solitaria”: commenti.

Salerno, martedì 12 marzo 2013, h 10:48

Ispirazione PoeticaDopo la pubblicazione della favola “La Nuvoletta Solitaria”,  traduzione in inglese “The Lonely Little Cloud”, non ho ricevuto nessun commento dai  lettori italiani, e solo qualche commento da lettori di lingua inglese:  di questi,  un lettore  mi ha chiesto come mi è venuta in mente una trama così strana, un altro mi ha detto di non aver capito il finale della favola,  un altro ancora mi ha accusato di lussuria (questo commento l’ ho decisamente cestinato).

Anche io mi sono chiesto quale poteva essere stato  lo spunto della trama, peraltro effettivamente piuttosto insolita.

Ripensandoci, credo di poter affermare che tale spunto mi è venuto mentre seguivo la  trasmissione  mandata in onda in prima serata da Rai Uno lunedì sera,  4 marzo, come tributo-celebrazione del compleanno di Lucio Dalla, nel primo anniversario dopo la sua morte (avrebbe compiuto settant’ anni).

Ricordo abbastanza bene, e di seguito riporto una sommaria descrizione. Lo scenario che appariva sul monitor del televisore  è di quelli che lasciano una traccia duratura nella mente: il palco illuminato in Piazza Maggiore a Bologna, un oceano di persone che guardano verso di esso,  sulla Torre una gigantografia di Lucio con il cappello borsalino  ; ed i più grandi nomi della musica e della canzone che  si alternano sul palco.

In generale, la Musica è un linguaggio universale, immediato, diretto; la Musica parla soprattutto dell’ argomento  Amore, che tutti cercano, ma da cui pochissimi fortunati  sono posseduti durevolmente. In particolare,  le canzoni  di  Dalla  creano suggestioni  potenti, ed evocano nella nostra mente  scenari  e sentimenti poetici peculiari, ed io sentivo di condividere questo mondo fatto non solo di note musicali, ma  anche di  immagini create dalla mente, un mondo  dove tutto è trasfigurabile e modellabile.  Suggestioni simili, in ambito letterario, le ho percepite ad esempio ascoltando Titania vagheggiare del suo Amore (un ciuco…!, perchè l' Amore è cieco) nel bosco incantato dell’ opera “ Sogno di una notte di mezza estate”, di W. Shakespeare.

Viaggio quindi in questo mondo, fin quando viene il turno di Samuele Bersani, autore del testo di  “Canzone” (1996); Samuele ci appare in versione post adolescente, giaccone con le macchie e jeans, e mentre Samuele canta, viene trasmesso il video originale, molto bello!

In un punto, la “Canzone”  dice:

Canzone cercala se puoi dille che non mi lasci mai va' per le strade e tra la gente diglielo dolcemente

E come lacrime la pioggia Mi ricorda la tua faccia Io la vedo in ogni goccia Che mi cade sulla giacca

Stare lontano da lei non si vive Stare senza di lei mi uccide

Ecco. Ci siamo. Ricordo anche di essermi assopito per pochi istanti, con la visione di un cielo con delle nuvole, visione che non so se del video o frutto della mia mente semi-posseduta da Morfeo.  Sono certo che le gocce di pioggia della “Canzone”  mi hanno fatto pensare a Nuvoletta Solitaria trafitta dal fulmine di Nuvola Nera; gocce che cadono su Florinda, causando quella metamorfosi, la cui evoluzione è  subito appresso descritta nella favola  piuttosto realisticamente (da qui l’ accusa di favola  lussuriosa).

Il mio percorso mentale, in sintesi, potrebbe essere stato il seguente:  Musica -> “Canzone” -> Amore - gocce di pioggia -> metamorfosi di Florinda -> amplesso.

Riconosco di aver descritto tale amplesso piuttosto dettagliatamente, per cui  la favola non è di quelle tradizionali, ma moderna in un senso speciale: cioè,  in antitesi con la violenza di Nuvola Nera (e la cronaca è piena di fatti di violenza sulle donne), ho voluto descrivere  come dovrebbe essere un atto di amore cercato e donato con reciproco rispetto.

Confesso che mi pesava il silenzio di alcuni amici cui avevo chiesto un giudizio, e pertanto stavo valutando seriamente di cancellare l’ articolo. Poi però ho letto questo  commento di un cittadino U.K.: “Every word in this piece of work is very clear and your passion for this topic shines. Please continue your work in this area and I hope to see more from you in the future. (Ogni parola in questo lavoro è molto chiara e la tua passione per questo argomento brilla. Ti prego di continuare il tuo lavoro in questo campo e spero di vedere di  più da te in futuro).

La favola non ha un finale definito, e non può averlo. Al più, proseguendo imperterriti nella nostra metafora, possiamo solo sperare che le ultime gocce di pioggia, provenienti da Nuvoletta Solitaria morente e  svaporate alla fine dell’ amplesso tra Giacinto e Florinda,  possano andare a far parte di un’ altra Nuvoletta Solitaria più fortunata. Ed in Amore – si sa – ci vuole Fortuna! E non solo una speranza, ma anche un augurio di un mondo migliore,  a difesa di tutti gli amori, quelli possibili, quelli meno possibili (ad esempio, gli amori di tanti giovani in condizioni economiche e lavorative precarie),  e quelli impossibili. Ovviamente, tutto ciò ha significato solo per una parte della nostra mente, perché l’ altra riconduce il tutto solo ad una faccenda di atomi, di  molecole, di dimunuizione di entropia, di cicli naturali, e di equilibri tra ecosistemi.

Zeferino Siani

The Lonely Little Cloud

Nuvola SolitariaThat morning, a solitary  happy cloud wandered in a blue sky, dotted here and there by other white clouds, some in groups, others solitary like her. A light wind blew  the cloud, and gently caressed and molded his body, white and soft as freshly fallen snow. The cloud looked at like the greenery of the hills, and of the valleys and of meadows, interrupted here and there by the houses of the peasants, flowed beneath it. In the  barnyards in front of  houses  little figures of  people never stopped going back and forth, while others were in the fresh cultivated brown fields;  two people instead, that's nice, they stood motionless, lying on the grass in the sun. Intrigued, she  wanted to observe them more closely, and tried to descend, but the wind refused to allow her to do so. The Lonely Cloud half-closed the eyes to look against the light  some clouds that were not far away, and to which she hoped to join.   In particular - it was spring! - she had a strong desire to get closer to the other cloud that she liked, with which - in short - to be together, so together that they form almost a single cloud, a little bigger. To repair his eyes from the sun, the cloud looked lonely from time to time on the other side, but at the top there was an ugly menacing black cloud and then the Lonely Cloud, frightened, immediately distracted her eyes.

The Black Big Cloud was all alone, away  from the other clouds.

Black Cloud hated all the other white clouds, but at the same time she was attracted to them. Nuvola Nera con fulmineHe admired the lightness and the snowy beauty of them, and he despised himself for the clumsiness and the heaviness. He had within himself a great resentment against everything and all, and felt an irrepressible urge to download onto them his angry electricity. Meanwhile, the distance from The Lonely Little Cloud, decreased again because of the wind direction, and the Black Cloud noticed it, and the more that she approached, she liked most: in short became dominant the thought to possess it, and pierce it with the tightest of lightning that he had within her.

It happened. The flow of things in this world does not obey to our dreams, to our desires, but it goes relentless following the  path that is written in itself. Pierced, the solitary Nuvoletta, who in the meantime was becoming a light drizzle, barely had time to utter a single question: "Why?"

Meanwhile, Hyacinth and Florinda - the two people lying on the grass - were enjoying the sun, nature and their youth. Innamorati sull' erba"What harm have I done to you to be treated so?  You're everything I want, but I can’t feel you as mine,  and this expectation has become unbearable for me. " She took a wire of straw from his hair, long and ponytail, and absently ran the tip of it on her face. And slowly, weighing his words, she said, " Hyacinth, you know, we still have our house, and I do not want to do things stealthily. If I wait, then you wait too" "Maybe you can because there I will not have anything for you, otherwise not talk like that," said Hyacinth. At this point, the drizzle of the Lonely Cloud  joined them. They got up, surprised and amused, because they were in full sun, and did not expect it at all. "Come - said Hyacinth - we take shelter from the rain!" And they started to run in that direction. Florinda she walked toward the barn, but walking slowly, exposing the face and whole body and your arms straight down and remote from the hips to the drops of rain, surprised herself of the pleasure with which welcomed them. Florinda lived in harmony with nature, she felt the changes of that, even those milder. She was like this: happy, she had a slight and fleeting smile, testifying that she had found her again this symbiosis. She went into the stable, and she went to sit next to Hyacinth, the straw piled up at the bottom.

Florinda tried not to look Hyacinth into his eyes, but she felt his gaze fixed on herself. Especially felt that now a change in his soul c 'was, something stronger than his desire commanded her to let go: then she did not try to wipe the drops of rain, but slowly she lay down on the straw. Hyacinth looked at her, and felt your breath away: it 's had never seen her so beautiful. He started lying beside her, lying on his side, but he did not dare touch her not to put an end to that state of stunned lightness and magic. Then she looked at him straight in the eyes, and slowly began to take off her blouse and bra. The two appeared swollen breasts and her nipples erect and pointed 's towards the top, an invitation and a challenge. Hyacinth felt the majestic and powerful wave that rose inside, and that drove him to jump on her furiously, but he managed to control it. He read in his eyes that what was happening was part of both, and thus ought to be lived together instant by instant. Then he discovered her belly, which she had beautiful, flat and ivory, and slowly  he  put on his hand, holding it for a moment, and absorbing the vibrations, then he began to slide down that towards floor…He  was on her, which took his erect member and introduced him within herself, and for a moment they stood still, eyes into eyes, and it seemed as if time had stood still for a moment and then scan the initial instant of complete mutual intimate knowledge. Then, leaving the wave drag that grew, they both began to move together, opening those magical spaces where there is nothing else but your loved one, to the summit of mutual and total possession.

When they parted, the last drops of the drizzle of the  Lonely Cloud trapped between their  panting bodies evaporated up towards the sky. Now Lonely Little Cloud no longer existed at all, and yet we do not know the exact moment when Lonely Little Cloud, struck by lightning, ceased to live. We can’t determine the time of death with certainty, but, for human sympathy, we want to believe that this happened just at the end of  embrace between Hyacinth and Florinda. In this case, Lonely Cloud would share - in the last moments of his life - a human experience, thus fulfilling at least in part to his desire.

We can’ t know if those drops could one day be part of another Lonely Little Cloud luckier than the previous one. We do not know, but we can and we must hope that it will, in defense of all Loves, as possible, as little as possible and the impossible.

La Nuvoletta Solitaria.

Nuvola SolitariaQuel mattino, una nuvoletta solitaria vagava felice in un cielo azzurro, solo qua e là punteggiato da altre nuvole bianche, alcune in gruppo, altre solitarie come lei. Un leggero vento sospingeva la nuvoletta, e ne accarezzava e modellava dolcemente l’ aereo corpo, bianco e soffice come la neve caduta di fresco. La nuvoletta guardava scorrere sotto di se tutto quel verde delle colline, delle valli e dei prati, interrotto qua e la dalle casette dei contadini. Nelle aie antistanti figurine di persone non cessavano di andare avanti ed indietro; altre erano invece nei campi color marrone di fresco coltivati; due invece, che bello!, se ne stavano immobili, sdraiate sull’ erba a prendere il sole. Incuriosita, desiderò osservarle più da vicino, e cercò di scendere di quota, ma la direzione del vento non le consentì di farlo. La nuvoletta doveva socchiudere invece un poco gli occhi per guardare controsole le altre nuvolette  che scorgeva poco lontane, ed alle quali sperava di potersi unire. In particolare – si era di primavera! – aveva proprio voglia di avvicinarsi ad un’ altra nuvoletta che le somigliasse, che le piacesse; con la quale - insomma - stare insieme, così insieme da formare quasi una solo nuvola, un poco più grande. Per ripararsi poi gli occhi dai raggi del sole, la nuvoletta guardava di tanto in tanto dalla parte opposta, più in alto sull’ orizzonte, dove c’era una brutta nuvola nera, che sembrava guardarla minacciosa; allora, intimorita, distoglieva subito lo sguardo.

La Nuvola Nera se ne stava in disparte dalle altre nuvole. Nuvola Nera con fulmineOdiava tutte le altre nuvole bianche, ma al tempo stesso ne era attratta. Ne ammirava la leggerezza, la nivea bellezza, e si disprezzava per la sua goffaggine e pesantezza. Aveva dentro di se un gran rancore, contro tutto e tutti, e sentiva di dover scaricare la sua rabbia, la sua elettricità.

Nel frattempo la distanza da quella Nuvoletta Solitaria, a causa della direzione del vento, diminuiva sempre, e la Nuvola Nera la notò; e più quella si avvicinava, più le piaceva: in breve il suo pensiero dominante divenne quello di possederla, e di trafiggerla con la più tesa delle folgori che aveva dentro di se.

E successe. Il flusso delle cose a questo mondo non obbedisce ai nostri sogni, ai nostri desideri, ma percorre implacabile il percorso che è scritto in se stesso. Colpita, la Nuvoletta Solitaria, nel mentre andava trasformandosi in una leggera pioggerellina, ebbe appena il tempo di profferire una sola domanda: “Perché?”

Nel frattempo, Giacinto e Florinda – le due persone sdraiate sull’ erba - godevano del sole, della natura e della loro giovinezza. Innamorati sull' erba“Ma quanto bisogna aspettare?”, le chiese Giacinto. “Che male ti ho fatto, per essere trattato così? Tu sei tutto quello che io desidero, ma non ti sento mia, e quest’ attesa è ormai diventata per me insopportabile.”

Un’ ombra fugace passò negli occhi azzurri di Florinda. Si tolse dai capelli, che portava lunghi e a coda di cavallo, un filo di paglia, e distrattamente ne passò la punta sul viso. E lentamente, soppesando le parole, gli rispose: “Giacinto, lo sai, non abbiamo ancora una casa nostra, e poi non mi va di fare le cose furtivamente. Se aspetto io, puoi aspettare anche tu”. “Forse tu ci riesci perché io invece non sono tutto per te, altrimenti non parleresti così”, replicò Giacinto. A questo punto, la pioggerellina della Nuvola Solitaria li raggiunse. Si alzarono, sorpresi e divertiti, perché stavano in pieno sole, e non se lo aspettavano affatto. “Vieni – disse Giacinto – ripariamoci nella stalla!”, ed iniziò a correre in quella direzione. Florinda si avviò anche lei verso la stalla, ma camminando piano, esponendo il viso e tutto il corpo e le braccia distese giù e discoste dai fianchi, a quelle gocce della pioggerellina, sorpresa lei stessa della voluttà con cui le accoglieva. Florinda viveva in simbiosi con la natura, ne percepiva i mutamenti, anche quelli più lievi. Era fatta così: soddisfatta, ebbe un lieve e fugace sorriso, a testimonianza di aver rilevato ancora una volta questa sua simbiosi. Entrò nella stalla, ed andò a sedersi accanto a Giacinto, sulla paglia ammucchiata in fondo. Florinda cercò di non guardare Giacinto negli occhi, ma ne sentiva lo sguardo fisso su di se. Sentiva soprattutto che ora un mutamento dentro il suo animo c’ era stato; qualcosa di più forte della sua volontà  le comandava  di lasciarsi andare: allora, non cercò di asciugarsi delle gocce della pioggerellina, ma lentamente si sdraiò sulla paglia. Giacinto la guardò, e si sentì mozzare il fiato: non l’ aveva mai vista così bella. Si mise disteso accanto a lei, coricato su un lato, ma non osava toccarla per non porre termine a quello stato di stupefatta leggerezza e magia. Poi lei lo guardò fisso negli occhi, e lentamente cominciò a togliersi camicetta e reggiseno. I due seni apparvero turgidi e con i capezzoli eretti e appuntiti rivolti verso l’ alto, un invito ed una sfida. Giacinto sentì l’ onda che maestosa e potente gli saliva dentro, e che lo spingeva a buttarsi su di lei forsennatamente, ma riuscì a controllarla. Le lesse negli occhi che ciò che stava succedendo apparteneva ad entrambi, ed andava vissuto assieme istante per istante. Allora, le scoprì il ventre, che aveva bellissimo, piatto ed eburneo, e lentamente vi pose su la mano, tenendola ferma per qualche istante, ed assorbendone le vibrazioni; poi cominciò a farla scivolare piano verso giù … Fu su di lei, che prese il suo membro eretto e lo introdusse dentro di se, e  per qualche istante stettero immobili, gli occhi fissi negli occhi, e fu come se il tempo si fosse fermato per scandire l’ istante iniziale della completa reciproca intima conoscenza. Poi, lasciandosi trascinare dall’ onda che cresceva, cominciarono a muoversi all’ unisono, spalancando quegli spazi magici in cui non esiste null’ altro se non la persona amata, fino all’ acme del reciproco e totale possesso.

Quando si separarono, le ultime gocce della pioggerellina di Nuvola Solitaria, intrappolate tra i loro corpi ansanti, svaporarono, salendo su verso il cielo. Ora la Nuvoletta Solitaria non esisteva più del tutto, e però noi non sappiamo il momento esatto in cui Nuvoletta Solitaria, colpita dalla folgore, cessò di vivere. Non possiamo stabilirlo con certezza, ma, per umana simpatia, vogliamo credere che ciò sia avvenuto appunto alla fine dell’ amplesso tra Giacinto e Florinda. In tal caso, Nuvola Solitaria avrebbe condiviso - negli ultimi istanti della sua vita -  una versione umana, corporea, del suo lieve sogno, del suo aereo desiderio.

Noi non possiamo sapere se quelle gocce potrebbero un domani far parte di un’ altra Nuvoletta Solitaria più fortunata della precedente. Non possiamo saperlo, ma possiamo e dobbiamo augurarcelo, a difesa di tutti gli Amori, quelli possibili, quelli meno e quelli impossibili.

author: Zeferino  Siani

Dionne Warwick: “la Voce”; Burt Bacharach: “la Musica”; Hal David: “le Parole”.

Salerno, domenica 20/01/2013 Ieri sera, sabato 19 gennaio 2013, nella trasmissione su Rai Uno “I Migliori Anni” condotta da Carlo Conti, a dare il via alla musica delle emozioni è stata la grande Dionne Warwick, la splendida voce di "I say a little prayer", colonna sonora del film Il mio migliore amico, e che è venuta qui in Italia per un tour di due tappe, una il giorno 20 gennaio al teatro Augusteo di Salerno, e l’ altra il 22 in concerto nell'auditorium di Castel Sant'Elmo. Tra l’ altro, parlando con Carlo Conti, Dionne Warrick (questo era il suo vero nome) ha anche ricordato come all’ inizio della sua carriera, allora poco più che ventenne, trovò trasformato il suo cognome in Warwick. Da allora la cantante, diventata la voce di Burt Bacharach, di cui ha interpretato brani come "I Say a Little Prayer" e "Promises Promises", non è riuscita a cambiare questo suo errato last name, restandovi fatalmente legata. Nel finale, invitata dal presentatore Carlo Conti , Dionne Warwick è ritornata sulla scena, ed ha cantato alcuni brani delle canzoni nate dal suo sodalizio musicale con Burt Bacharach e con Hal David, grandissimo paroliere. Terminato il programma, ho spento la televisione che era circa mezzanotte; nonostante l' ora, ho sentito il bisogno e la nostalgia di risentire una Dionne Worwick più giovane, nella esecuzione appunto di canzoni di Burt Bacharach: ... sono andato a letto che era passata da un bel pò l' una di notte! Ascontando Dionne Warwick, e lasciandomi rapire dalla sua voce melodiosa e dalle parole struggenti di "Walk On By", "Say A Little Prayer", "Do you know the way to San Jose?", "Anyone Who Has A Heart" e "What the World Needs Now Is Love", ho più volte notato ed ammirato la complicità artistica tra la cantante ed il pianista, il loro perfetto sincronismo. Oggi ho portato questo video sul mio blog, per condividerlo con voi. Accanto a me c' è mia figlia Amalia, alla quale spesso chiedo un giudizio sulla qualità di ciò che pubblico. Le ho fatto notare come la "complicità" sia una condizione indispensabile non solo del lavoro artistico, ma anche dell' amore. Riferendosi a quest' ultimo caso, lei mi ha subito corretto, dicendomi: "Papà, si dice feeling, che sta a significare qualcosa di più di complicità, una specie di "complicità amorosa". Meravigliato, le ho chiesto di spiegarsi meglio, e lei " ... feeling (complicità amorosa) è camminare insieme; anzi, per meglio dire, volare insieme ... capirsi quasi senza parlare, guardandosi negli occhi" "Basta così! Ho capito", le dico. "Ed ho capito anche come debbo terminare questo post. Grazie." Infatti, di seguito riporto alcuni passaggi delle seguenti canzoni, nello stesso ordine sequenziale del video, ritenendo che tali stralci sono ben più eloquenti di qualsiasi mia considerazione o apprezzamento. Walk On By If you see me walkin' down the street And I start to cry each time we meet Walk on by Walk on by Make believe That you don't see the tears, just let me grieve In private 'cause each time I see you I break down and cry Testo e Traduzione completi Say A Little Prayer Forever, forever, you’ll stay in my heart and I will love you forever, and ever, we never will part oh, how I love you together, together, that’s how it must be to live without you would only mean heartbreak for me. Testo e Traduzione completi Do you know the way to San Jose? Sai la strada per San Jose? Manco da un sacco di tempo potrei sbagliare strada e perdermi … Si respira meglio a San Jose, c’è un sacco di spazio e troverò anch’io uno spazio dove stare; sono nata e cresciuta a San Jose e ci sto tornando per trovare un po’ di serenità … Ho un sacco di amici a San Jose, sai come si arriva a San Jose? Non vedo l’ora di tornare a San Jose. L.A. is a great big freeway put a hundred down and buy a car in a week, maybe two they’ll make you a star weeks turn into years how quick they pass and all the stars that never were are parking cars and pumping gas p.s. ... entusiamante quando Dionne interrompe il canto, e Burt avvia il refrain musicale dell' intera orchestra! Testo e Traduzione completi Anyone Who Has A Heart Questa è probabilmente la più grande canzone pop rock di tutti i tempi. Ha tutto: sentimento, anima, morbide sfumature; è di una bellezza assoluta! L’ assolo del sax è stupendo. Questa canzone è del 1963: Dionne aveva 20 anni, ed io 30. Oggi, a 79 anni, mi da ancora i brividi! Anyone who ever loved could look at me And know that I love you Anyone who ever dreamed could look at me And know I dream of you Testo e Traduzione completi What the World Needs Now Is Love Il feeling amoroso è per pochi, per pochissimi il feeling artistico; ricordo quello degli 8 minuti Lucio Battisti/Mina. What the world needs now is love, sweet love, No not just for some but for everyone. Testo e Traduzione completi Propongo in chiusura questo altrettanto grande: That's What Friends Are For Link correlati: Dionne Warwick - Wikipedia Burt Bacharach - Wikipedia Hal David - Wikipedia